Omelia (19-06-2011)
Ileana Mortari - rito romano
Il mistero della SS. Trinità

Quello della Trinità è certamente il mistero principale del cristianesimo, la sua "carta di identità", l'elemento che lo distingue da tutte le altre religioni, sia quelle rivelate dell'Occidente (ebraismo e islam) che quelle "sapienziali" dell'Oriente.

Il mistero trinitario è alla base della fede cristiana, eppure paradossalmente, pur se la fede dei primi cristiani di fatto era già trinitaria (cfr.Mt.28,16 e 1° Cor.), il termine stesso Trinità compare solo alla fine del II° secolo d. Cr. con Teofilo di Antiochia, per indicare il mistero del Dio che è ad un tempo Uno e rivelato in tre Persone: Padre Figlio Spirito Santo.

E' la storia di Gesù che ci porta alla sorprendente scoperta che Dio non è solitario, ma è comunione; lo si vede al Battesimo del Signore, quando, mentre Egli prega, scende su di Lui lo Spirito come colomba e si ode la voce di Dio Padre.

Specie nel vangelo di Giovanni, il Nazareno apre vari squarci su questo mistero nei bellissimi "discorsi di addio" dei capp.13-17, dai quali emerge ad un tempo l'uguaglianza e la differenza delle tre Persone. Così in 15,15 leggiamo: "Tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi": Gesù è la pienezza della Rivelazione, ma a sua volta ha ricevuto tutto dal Padre; 16,15: Gesù dice del Padre: "Tutto quello che il Padre possiede è mio"; 16,16: Gesù dice dello Spirito: "Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà". Dunque c'è uguaglianza nelle tre Persone. Ma nello stesso tempo c'è differenza all'interno della Trinità e diversi sono i ruoli delle tre Persone nei confronti degli uomini.

"Dio è amore" è la grande rivelazione del 4° vangelo. Ora, che cos'è l'amore? Una unione di persone, di cuori, ma nello stesso tempo è un'unione di "differenze": i due che si amano si arricchiscono reciprocamente delle loro differenze.

E S. Agostino scrive suggestivamente nel suo "De Trinitate", che rappresenta il punto di arrivo della speculazione trinitaria dei Padri della chiesa: "Dio Padre, nel pensare, genera interiormente la propria sapienza, o Verbo. Ma è soprattutto una relazione di amore che lega la mente pensante al suo Logos. Allora, se vedi la carità, tu vedi la Trinità. Il Padre è donazione infinita senza riserve, il Figlio è accoglienza attiva, lo Spirito è perfetta unità di colui che dona e di colui che accoglie. Sono tre: l'Amante, l'Amato, l'Amore."

Possiamo ancora considerare che nessuna delle tre Persone supera le altre in eternità, perfezione, potere. Tuttavia il Padre è il 1° perché dona e non riceve, il Figlio è il 2° perché riceve dal Padre, lo Spirito è il 3° perché procede dal Padre attraverso il Figlio. Vivono l'uno per l'altro, l'uno con l'altro, l'uno nell'altro, in perfetta unità e reciprocità dinamica. Ciascuno è se stesso in quanto tutto rivolto agli altri e si compenetra con essi in uno slancio inesauribile di vita, che esce eternamente dal Padre e al Padre eternamente si volge. (Cfr. catechismo degli Adulti, p.176)

"Come tre soli, ciascuno è contenuto nell'altro, così che c'è una sola luce, data l'intima compenetrazione" (S. Giovanni Damasceno, 8° sec. d. Cr.)