Omelia (29-05-2011)
padre Paul Devreux


Siamo vicini all'ascensione e Gesù prepara i discepoli alla sua partenza che poi definisce come un nuovo tipo di presenza. Inoltre promette la venuta dello Spirito Santo; il consolatore. Gesù lo definisce spirito della verità, che il mondo non può ricevere. Io direi che il mondo non vuole ricevere, perché tante volte la verità è scomoda o mi scomoda, per essere più esatti. Per esempio, una verità che mi scomoda è riconoscere che l'altro ha bisogno e diritto di vivere quanto me. Oggi vediamo crescere lo spirito dell'individualismo, a scapito di ogni forma di comunione. Questo va a discapito dei più poveri e delle famiglie stesse. Il risultato è che per paura della povertà, per paura di rimetterci dando spazio all'altro, per paura di ogni forma di solidarietà, di fatto la nostra società si sta impoverendo da tutti i punti di vista.

Un mondo di single è un mondo di deboli, perché da soli si è tutti deboli; compresi noi preti.

Gesù promette di non lasciarci soli anche oggi, promette di mandarci il suo spirito di verità capace di ricreare ogni giorno questa nostra umanità, capace di promuovere mille modelli di comunione e di solidarietà, perché è via, verità e vita per tutti.

L'unica domanda che s'impone è se lo rifiuto, come chi sceglie la mentalità di questo mondo, o se desidero riceverlo e lo manifesto mettendo in pratica il comandamento dell'amore.

Concludiamo ricordando che Gesù ci fa una promessa molto bella: dice che si manifesterà a coloro che lo ameranno mettendo in pratica i suoi comandamenti. Questo suo manifestarsi a chi gli dà importanza è un grosso aiuto per la nostra fede.