Omelia (15-05-2011)
padre Paul Devreux


Gesù dice: "io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».
E' questa l'immagine del cristianesimo che trasmettiamo?
"Se uno entra attraverso di me, sarà salvato", ma da cosa? Certamente dalla morte eterna. In fondo la paura dell'uomo di oggi, più che del purgatorio o dell'inferno, è che dopo la morte non ci sia nulla, e il nulla spaventa quasi più dell'inferno, che è già una sopravvivenza.
Ma Gesù parla di una salvezza da scoprire già in questa vita. Lui è la porta e una porta serve sia per entrare che per uscire. Quindi Gesù propone una salvezza che ha almeno tre aspetti: il primo riguarda la prospettiva di una vita dopo la morte, il secondo è quello di poter entrare nell'ovile, dove si sta bene, tranquilli e sicuri, il terzo è quello di ricevere da lui la libertà, la forza e le motivazioni per poter uscire attraversando questa porta, per andare verso il mondo, liberi dalle nostre paure che ci paralizzano, come paralizzavano i discepoli chiusi nel cenacolo.
Questo è il vantaggio di diventare Cristiani: ricevere la forza per vivere meglio, con la prospettiva di un futuro che non sia solo la morte e di un presente vissuto con il suo aiuto. Liberi di entrare e di uscire, liberi di essere noi stessi, liberi di amare.
Sia lodato Gesù Cristo.