| Omelia (08-05-2011) |
| don Luigi Trapelli |
|
Gesù, nostro compagno di viaggio Il testo di Luca dei discepoli di Emmaus è uno dei più conosciuti dei Vangeli. Mi limiterò ad alcuni cenni di spiegazione. Intanto si parla di due uomini che escono da Gerusalemme verso Emmaus. Sono due delle tante persone che hanno assistito alla scena della morte di Gesù a Gerusalemme e se ne vanno, sconsolati, col volto triste. Gesù si accosta a loro durante il viaggio, ma i loro occhi sono incapaci di riconoscerlo. Manca loro la vista della fede. Gesù chiede che cosa è successo e uno di loro, Cleopa, spiega tutte le vicende che riguardavano Gesù profeta potente in opere e in parole. E' interessante notare che si cita solo un nome: quello di Cleopa. Questo significa che il secondo discepolo, quello che non ha nome, in realtà sono tutte quelle persone che leggeranno quel testo. Quindi noi siamo il secondo discepolo! Quasi come in un puzzle, Cleopa racconta a Gesù gli episodi successi, fino al momento in cui delle donne hanno detto che Gesù è vivo. C'erano tutti gli elementi di un puzzle, peccato però che non riuscissero a comporlo insieme. Il pellegrino li invita a riflettere sul significato che le Sacre Scritture davano al Cristo. In particolare sul rapporto tra la sofferenza e la gloria. I tre arrivano al villaggio e il pellegrino voleva andarsene, ma sono loro adesso a insistere affinché rimanga. "Resta con noi perché si fa sera". E' una sera non solo cronologica, ma di senso. Senza Gesù la nostra vita è al buio. Proprio a tavola Gesù prende il pane, lo benedice, lo spezza e lo dona ai discepoli. In quel momento lo riconoscono, ma lui sparisce dalla loro vista. Nel momento in cui avevano capito chi era, Gesù se ne va. Gesù è così presente nella sua apparente assenza. Allora i discepoli si accorgono che, proprio mentre conversava con loro, il loro cuore ardeva nel petto. E così ritornano a Gerusalemme dove riferiscono agli undici ciò che era accaduto. Analizzo tre aspetti. 1) Il primo riguarda il percorso di questi discepoli. Da Gerusalemme a Emmaus e poi di nuovo a Gerusalemme. Vanno via dalla città santa, dall'incontro con Gesù per cercare altre strade. Però, dopo questo incontro, tornano a Gerusalemme, per annunciare con gioia il Vangelo e l'incontro che ha scaldato il loro cuore. Anche noi, a volte, vorremmo andare via dalle nostre realtà, dai nostri gruppi parrocchiali, per cercare altre strade. Siamo stanchi delle solite esperienze, vorremmo qualcosa di nuovo. Ma poi ci accorgiamo che, in realtà, solo l'incontro con Cristo scalda veramente il nostro cuore e da questo incontro con Cristo, nostro compagno di viaggio, nasce un modo nuovo di vedere la stessa Chiesa. Passiamo dal volto triste alla gioia di testimoniare il Vangelo. Domenica scorsa abbiamo avuto un grande esempio di come un Papa abbia potuto scaldare i cuori di milioni di persone! 2) Se poi analizziamo l'incontro tra Gesù e i due discepoli, ci accorgiamo che Gesù di fatto ha condiviso con loro un percorso molto simile alla Messa di oggi. Dapprima li ha esortati spiegando loro le scritture e, poi, ha spezzato loro il pane. E solo nello spezzare il pane hanno compreso che era Gesù. E' un abbozzo della Santa Messa con la liturgia della Parola e la liturgia del Pane. 3) Quando i discepoli riconoscono Gesù nello spezzare il pane, Gesù se ne va. Anche oggi Gesù non è fisicamente presente, ma lo è nella sua apparente assenza. Gesù si fa presente grazie ai segni sacramentali, in specie nella particola consacrata. Un piccolo segno della sua grande presenza. E' proprio nell'assenza che noi scopriamo una presenza ancora maggiore. Pensiamo alla persone che abbiamo amato e che sono defunte. Gesù ci lascia, ma per donare il Suo Spirito ed avere una nuova presenza nella sua Chiesa. Il Signore ci aiuti a scoprirlo come nostro compagno di viaggio, perché possiamo gustare la ricchezza di un incontro capace di sconvolgere la nostra vita. Così anche noi possiamo affermare, insieme agli Undici, che davvero il Signore è risorto! |