| Omelia (08-05-2011) |
| don Roberto Seregni |
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Resta con noi In questi giorni sto girando le vie della mia città per la benedizione delle famiglie. Mi piace entrare di casa in casa a portare la benedizione di Dio, ascoltare, chiedere, guardare... E' un impegno di certo non indifferente, perché esco a metà pomeriggio e non so mai di preciso quando rientrerò. Ma questo cammino mi piace, mi sostiene, mi aiuta a lasciarmi incontrare dal Risorto anche quando non me lo aspetto, come è successo ai discepoli in cammino verso Emmaus... I loro passi di allontanamento da Gerusalemme sono segnati dalla delusione e dall'amarezza, ma proprio su questo percorso - come uno sconosciuto - si presenta il Risorto. I discepoli non lo riconoscono, il cuore è così pieno di delusione da non rendersi conto che quel viandante è il Signore. La notte si avvicina e dopo una lunga chiacchierata con il viandante inatteso, i discepoli insistono perché Egli si fermi con loro. Qui, in questa sosta serale del cammino, avviene il riconoscimento. Ma attenzione: niente miracoli, niente carovane di angeli, niente incenso e campane a festa! Il Signore, per farsi riconoscere, spezza il pane con loro. Un gesto semplice, quotidiano, famigliare, ma che per i discepoli è un segno che non lascia dubbi: è il Signore, è il Risorto! Questo pasto inaspettato, questa rivelazione del Viandante svela ai discepoli che quella comunione di vita con il Rabbì di Nazareth è sopravvissuta alla sua morte! E ora tutto è diverso. Ora che il Signore si è fatto vicino, ora che ha spezzato ancora il pane, ora che sanno che Lui è vivo e tutta un'altra musica. Persino la strada insidiosa e malfamata del ritorno a Gerusalemme non fa più paura. Hanno incontrato il Risorto! Chi può fermarli? Animo, fratelli! Anche per noi la certezza del Signore Risorto e la gioia della sua presenza, sia la bussola che orienta giorno per il giorno la nostra ricerca di felicità. |