Omelia (08-05-2011)
Omelie.org (bambini)


Come Domenica scorsa anche oggi la liturgia ci propone un incontro con Gesù Risorto. Il brano è ripreso dal Vangelo di Luca, il solo che lo ha tramandato così dettagliatamente, ed è conosciuto come "I discepoli di Emmaus".
È un incontro molto bello e denso, in cui è facile identificarsi in uno dei discepoli di Gesù. In fondo anche noi ci chiediamo: com'è possibile che alcuni abbiano visto Gesù Risorto? Come facciamo a credere che sia realmente accaduto? Non ci sono infatti prove della Resurrezione, tranne il sepolcro vuoto!
Ricordo che un po' di anni fa chiesi a mia nonna: non capisco perché il sacerdote a catechismo continua a parlare di Gesù come se fosse vivo ancora oggi? Dice sempre che Lui è vicino ad ognuno, ma come faccio ad accorgermi della Sua presenza? Lo posso vedere come l'hanno visto gli apostoli, Risorto? Nonna mi rispose: non è facile risponderti e non so nemmeno se ho le parole e gli esempi giusti. Ci provo, dicendoti dove e come io incontro il Risorto. Quando leggo il Vangelo e sento che quelle parole e quegli episodi parlano anche di me e mi aiutano a rispondere a dei dubbi che ho su Gesù, allora sento che è proprio Lui che mi accompagna e mi guida nella Sua maggiore conoscenza. L'altro momento, che vivo con particolare intensità, è la comunione: ricevere Gesù per me è come accoglierlo e fargli spazio nei miei pensieri, nel mio cuore, insomma lo rendo partecipe della mia vita. Così sento che Lui vive e che sta accanto a me!
Beh, vi confesso che allora non compresi proprio tutto, però ogni volta che leggevo o ascoltavo un brano del Vangelo mi domandavo cosa mi volesse dire Gesù. Il giorno della mia Prima Comunione, nonna mi ricordò come lei viveva quel momento e così le promisi che avrei tenuto a mente il suo insegnamento.
Ritornando al brano, i due discepoli che si allontanano da Gerusalemme, faticano pure loro a riconoscere e credere che Gesù era vivo, risorto. Come mai? Non si fidavano della testimonianza delle donne e degli apostoli? L'evangelista Luca ce lo spiega riportando che loro erano tristi e che si aspettavano che Gesù liberasse Israele da dominatori stranieri... e ancora, dopo tre giorni, non era successo niente che li facesse sperare che Lui fosse vivo!
E Gesù, come li aiuta? Come cancella dai loro volti la tristezza? Parlandogli di tutto ciò che la Bibbia annunciava del Figlio di Dio; erano le Scritture che probabilmente quei discepoli avevano letto molte volte e adesso riescono a comprenderne nel loro vero significato. E come riconoscono definitivamente Gesù? Quando a tavola ripete lo stesso gesto che aveva fatto nell'ultima cena! Allora, scrive Luca, gli si aprirono gli occhi e compresero che era Gesù! Solo quando i due discepoli fanno spazio alle parole di Gesù il loro cuore e i loro occhi lo riconoscono. Infatti, loro si aspettavano che Lui li liberasse dai conquistatori e che magari cancellasse ogni ingiustizia. Dunque erano abituati a vedere Gesù secondo quanto si aspettavano facesse e dicesse. La loro tristezza nasce così da una grande delusione: non aveva agito come immaginavano che fosse meglio!
Allora oggi possiamo chiedere a Gesù di aiutarci a riconoscerlo attraverso le Scritture e nell'Eucarestia, proprio come ha fatto con i due discepoli, e di fare spazio nella nostra vita all'incontro vero con Lui.

Commento a cura di Antonella Stolfi