| Omelia (01-05-2011) |
| padre Paul Devreux |
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La prima domenica dopo la morte di Gesù, di sera, i discepoli sono ancora chiusi nel cenacolo, per paura dei giudei, ma anche perché non sanno cosa fare. Anche se non credono al racconto delle donne che dicono di aver visto Gesù, rimane il mistero della tomba vuota. Quando abbiamo paura anche noi rimaniamo un po' come paralizzati e facciamo fatica a prendere decisioni. Gesù finalmente appare, si manifesta ai discepoli che gioiscono nel vederlo, e Gesù per convincerli che è veramente lui, mostra le sue piaghe. Piaghe che lo identificano ma che allo stesso tempo fanno riemergere il ricordo della Passione. Fatto sta che la presenza di Gesù risorto porta pace e permette di rileggere il passato con una luce nuova, con lo sguardo dello Spirito, capace di dare un senso anche alla Passione di Gesù e alle sofferenze che questa ha provocato nei discepoli. Anche noi, quando riusciamo a vedere il Signore nella nostra vita riusciamo a guardare al nostro passato diversamente e, a volte, anche la sofferenza acquista un senso. Forse la vita eterna sarà anche un riuscire a capire il senso della nostra vita. Tommaso ci rimane male quando viene a sapere che Gesù è venuto proprio quando era uscito e ha una reazione di collera. Questa viene dal sentimento di essersi sentito escluso. Non va biasimato per questo, sia perché va notato che nessuno dei discepoli ha creduto senza prima averlo visto, sia perché in fondo Tommaso è quello che esprime a voce alta ciò che vorremmo dire tutti quanti: "Non è giusto!". E Gesù, che amava Tommaso, guarda con simpatia a questo suo sfogo ma lo lascia nel suo brodo a mugugnare per una settimana intera! Solo dopo gli da' soddisfazione apparendogli, e questo fa sì che Tommaso, che scopre che Gesù era presente e gli è stato vicino in tutta quella settimana anche se lui non lo vedeva, Tommaso sarà il primo a capire e dire una cosa che nessuno dei discepoli si era mai sognato. Tommaso è il primo a chiamare Gesù "Mio Signore e mio Dio". Avevano capito che era il messia, un figlio di Dio, ma come anche noi siamo figli di Dio, anche se Lui aveva un rapporto privilegiato con questo Dio tanto da chiamarlo Padre o Paparino mio, ma da li a dire che era Dio e quindi la seconda persona della Trinità, c'è un bel salto! |