| Omelia (01-05-2011) |
| don Luigi Trapelli |
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Mio Signore e mio Dio! Permettete che il primo pensiero vada al Papa Giovanni Paolo II, che oggi verrà beatificato. Una figura che ha profondamente cambiato la storia della Chiesa e la storia dell'umanità. Una persona costantemente guidata dallo Spirito Santo. Un Papa che ha gridato al mondo intero di spalancare le porte a Cristo, in sintonia con il Vangelo di oggi. Gesù entra in un luogo blindato, perché i discepoli hanno paura. Quanto il Vangelo è vicino alla nostra realtà! Noi blindati nelle nostre case per paura dei ladri, di chi ci possa togliere qualcosa, ma anche paurosi della realtà che ci circonda, pensiamo alla situazione in forte evoluzione nell'Africa Settentrionale, ma anche in mille parti del mondo. Vi è anche la fatica del nostro futuro, del lavoro e, per tanti, la stessa paura di dare un senso alla propria vita. E, davanti a tale paura, ecco il dono della pace del Risorto. Una pace che indica tutto, prosperità, armonia, concordia, serenità, giustizia, misericordia. Pace è il dono più bello che un uomo possa augurare ad un altro uomo. E, davanti a tale visione, ecco che i discepoli gioiscono perché il Risorto cammina con loro. Gesù offre così il dono dello Spirito, perché se non hai lo Spirito non sei nulla ed è lo Spirito che rende testimonianza. E' il vivere da risorti, incominciando ad essere un cuor solo ed un'anima sola. Torna la difficoltà del credere di cui Tommaso è testimone, perché il credere non si collega solo al culto, ma anche alla testimonianza della propria vita. Anche noi ci sentiamo dei Tommaso che hanno bisogno di vedere, di sperimentare, di osservare, per poter credere veramente. "Beati quelli che pur non avendo visto crederanno", si riferisce a noi laddove vogliamo costruire comunità più vive, in cui la gente si senta amata. Il grande miracolo di oggi è cogliere una comunità nello stile della fraternità. Il dono della pace, lo Spirito del Risorto, la remissione dei peccati, il passare dalla paura alla gioia, li sperimentiamo laddove scopriamo che Gesù risorto cammina insieme con noi. Per esempio, qual è l'ultima volta che ho parlato bene di mia moglie, di mio marito, dei miei figli o genitori? E se provassimo a vedere la bellezza di parrocchie nelle quali è un gusto servire gli altri sullo stile del Risorto! E se osservassimo tutta la solidarietà che è presente in Italia, scopriremmo che Gesù è vivo non tanto perché l'ho toccato fisicamente, ma perché posso con tutta onestà professare la mia fede e dire con Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!", nella comunità radunata nel suo nome. Oggi il Papa Giovanni Paolo II ha istituito la festa della Divina Misericordia. E' la bontà di un Dio che ha "viscere materne", amando l'uomo in profondità e allargando le sue braccia perché nessuno si senta perduto, ma accolto con la tenerezza di un Padre ricco di misercordia e di perdono. |