| Omelia (24-04-2011) |
| Gaetano Salvati |
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Risorti con Cristo Cari fratelli, siamo "risorti con Cristo" (Col 3,1), confessa san Paolo. Queste parole esprimono la fede delle origini del cristianesimo: l'Agnello pasquale, simbolo della storia della salvezza, esprime la consapevolezza della novità introdotta nel mondo con la risurrezione di Cristo. San Pietro, nel discorso riportato nella prima lettura, narra la vicenda terrena di Gesù di Nazaret: da Giovanni Battista (At 10,37) ai miracoli (v. 38), fino alla passione e morte del Signore (v. 39). I discepoli sono divenuti testimoni del Risorto: confessano la straordinaria unicità di Cristo. Essi comprendono che solo in Gesù Cristo si ha la salvezza. Da dove nasce questa convinzione? È a partire dalla storia di Pasqua che i discepoli confessano che Gesù è il Signore, Colui che è ripieno di Spirito Santo. Egli è stato risuscitato, il sepolcro è vuoto (Gv 20,6): è stato proclamato da Dio, Signore e Cristo, "giudice dei vivi e dei morti" (At 10,42). Gesù, l'Unto del Padre, è il luogo vivente dove Dio narra la sua storia. La comunità nascente coglie anche nel presente della storia dell'uomo la pienezza dei tempi: infatti, san Paolo afferma che in Gesù Risorto, centro del tempo, la salvezza è compiuta anche se non ancora pienamente (Col 3,4), perché attendiamo la completa manifestazione del Signore. Dall'esperienza pasquale, la prima comunità ha interpretato il senso del tempo fra l'evento della risurrezione e la piena manifestazione di Cristo. Questo è il tempo in cui la potenza del Risorto si estende su tutte le croci della storia. Cristo è il compimento della promessa, ma è anche promessa dell'ultimo compimento. È il tempo intermedio in cui la chiesa attende il Signore (Ap 22,17.20), in obbedienza al compito che il Risorto le ha affidato e nel quale egli non la lascerà sola. Nella luce pasquale, dunque, i discepoli hanno riletto la vita del Nazareno come storia unica e singolare, interpretando il passato, il presente e il futuro dell'umanità come storia di Dio. Celebriamo la solennità nella consapevolezza che Cristo è la nostra vita e il peccato è stato seppellito con il Battesimo (Col 3,3). Infatti, partecipando ai sacramenti, particolarmente l'eucaristia, riusciamo a cogliere la forza del Vivente che irrompe nell'oggi della nostra quotidianità: diveniamo figli di Dio, cioè "risorti con Cristo". Cari fratelli, accogliamo l'invito di san Paolo: apriamoci a Cristo, crocifisso e risorto, perché infonda su tutti noi lo Spirito Santo che rende presente e attuale la sua memoria fra di noi. Amen. |