Omelia (17-04-2011)
don Giovanni Berti
Non c'è risposta senza domanda: chi è costui?

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Il racconto della passione di Gesù anche quest'anno introduce alla settimana più importante dal punto di vista liturgico per i cristiani, una settimana che proprio per questo è chiamata "santa".
Il racconto delle ultime ore di Gesù, del suo arresto, processo, condanna e morte in croce, lo conosciamo abbastanza bene. Fin da subito i cristiani hanno voluto che non si perdesse la memoria di questi fatti. Senza questo tutta la vicenda di Gesù perderebbe forza e valore. Lo stesso Gesù, durante i tre anni della sua missione, più volte ricorda ai discepoli che solo dopo la morte e resurrezione tutto diventerà più chiaro e definitivo.
E' davvero significativo che proprio ad introdurre tutto il lungo racconto della passione, la Chiesa faccia leggere questo brano dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme. E' un evento che subito appare in forte contrasto con quello che poi viene letto nel Vangelo della passione. Qui Gesù è portato in trionfo come un re, e proprio come ad un re gli viene reso omaggio. Poi il racconto invece precipita in un dramma profondo...
E' la domanda che sta quasi alla fine del breve racconto che mi fa riflettere. Ad un certo punto viene chiesto da molti "Chi è costui?".
Bella domanda!
Si, chi è questo Gesù?
Allora, ai tempi dei fatti narrati, la domanda era davvero aperta. Molti conoscevano Gesù per sentito dire (sia in positivo che in negativo), e molti ne conoscevano i segni e gli insegnamenti. Mi immagino che questa domanda accompagni anche i discepoli suoi amici, che in fondo in fondo non hanno ancora capito bene chi è questo loro maestro, che ha atteggiamenti da re e Messia, ma sempre più destinato al rifiuto e alla condanna...
Oggi questa domanda, da un punto di vista strettamente teologico e catechistico, ha la sua risposta. Se uno di noi non ha dimenticato del tutto quel che gli è stato insegnato, sa bene chi è Gesù: il Figlio di Dio, colui che è morto e risorto, il giudice della fine dei tempi...ecc. Abbiamo migliaia di pagine di catechismi e sussidi vari che in mille modi diversi ci dicono chi è Gesù...
Il bellissimo passo della lettera ai Filippesi ( Filippesi 2,6-11) che ci viene proposto come seconda lettura, è una delle risposte più belle alla domanda "chi è costui". Vale davvero la pena di leggersela e direi anche di impararsela a memoria, come una preghiera da incidere nella mente e nel cuore...

Non siamo dunque nella condizione degli abitanti di Gerusalemme o degli apostoli difronte alla domanda "chi è costui", ma la domanda ha un'altra direzione, più personale e comunitaria: Chi è costui PER ME... e PER NOI?
E' una domanda fondamentale da farsi prima di ritornare a leggere il racconto della passione. Se non ho questa domanda, qualsiasi risposta mi volerà sopra la testa, e la celebrazione della Pasqua rimarrà un vuoto cerimoniale...
Questo vale anche per tutta la comunità e direi anche per l'intera nostra società: chi è Gesù per noi? La risposta, se la accoglieremo, non ci potrà lasciare uguali di prima, non solo nella testa, ma soprattutto nella vita e nelle scelte concrete.
In questi giorni assistiamo alle tante "via crucis" umane, fatte di guerre, cataclismi, migrazioni... Cosa dicono a noi cristiani, a me che ho il nome di Gesù Cristo inciso con l'acqua del Battesimo? La risposta della Pasqua è che Dio si è infilato fino in fondo nella pelle umana fino a morire, scegliendo la strada della non violenza e della totale solidarietà con ogni (OGNI!!) uomo.
Chi è costui?... chi sono io? Chi siamo noi?
L'antico racconto della passione ce lo racconta di nuovo, e di nuovo questa settimana santa diventa un piccolo ma definitivo itinerario per conoscere Gesù davvero.
Se scopriremo e ri-scopriremo questa identità di Gesù, ancora una volta sentiremo il dovere di dirlo ad altri. Da "chi è Gesù per me...", al "chi è Gesù...per te". E' la missione del cristiano che desidera che anche altri riscoprano la vera identità di Gesù, e con lei un modo davvero diverso di vivere la vita e di servire l'uomo.


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