Omelia (17-04-2011)
don Luca Orlando Russo
«Benedetto colui che viene nel nome del Signore!»

Con questa celebrazione diamo inizio alla settimana santa. Con essa ci inoltriamo pienamente nel mistero della passione, morte e risurrezione del Signore Gesù. Siamo al cuore della nostra esperienza di fede, che ha proprio in questo mistero il suo fulcro, è la settimana più importante dell'anno liturgico. La liturgia della Parola sarà molto ricca e tutta centrata sul valore che ha per noi la passione, morte e risurrezione di Gesù di Nazareth.
Sia questa domenica sia Venerdì Santo ci sarà proposta la lettura di tutta la cronaca della passione, morte e sepoltura, rispettivamente secondo l'evangelista Matteo e secondo l'evangelista Giovanni. Potendo ritornare sulla cronaca della passione, morte e sepoltura venerdì, preferisco ora soffermarmi sul Vangelo che domenica ascolteremo all'inizio della celebrazione, fuori della Chiesa quando verranno benedetti i rami di ulivo o di palma, che poi porteremo a casa.
È il Vangelo dell'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, secondo la versione di Matteo. Si tratta di una scena attraverso la quale Gesù è presentato nelle vesti di un Re. Israele aspettava un Re-Messia, un discendente di Davide che avrebbe regnato con la forza e la saggezza di Dio. Un Re-Messia che avrebbe instaurato il regno di Dio, realizzando le promesse fatte ad Abramo. Un Re-Messia, che con la forza di Dio non avrebbe tardato a riportare la terra promessa sotto il dominio del Signore. I discepoli acclamano al Re-Messia, che stando al testo di 1Sam 8,16, può permettersi, in quanto re, di richiedere per sé il puledro con il quale entra in Gerusalemme.
La regalità messianica di Gesù non può essere taciuta e quand'anche non vi fosse nessuno ad acclamare, le pietre stesse griderebbero a tutti che Gesù di Nazareth è il Re, a lui va riconosciuta l'autorità e a nessun altro. Niente e nessuno potrà mai porsi al di sopra affermando una qualche superiorità.
Ma la regalità di Gesù ha caratteristiche tutte sue, proprio per questo egli è il Re dei re e il Signore dei signori. Il racconto della passione, morte e sepoltura e il testo di Paolo ai Filippesi, ci rendono partecipi di queste caratteristiche. Non vi è possibilità di ambiguità: il nome di Gesù è "al di sopra di ogni nome" perché egli ha umiliato "se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce".
Per questa via, quella della docilità al Padre spinta fino all'annullamento di sé, Cristo regna sulla vita e sulla morte e il regno di Dio è instaurato su questa terra. Chi accoglie il dono che è Gesù nella propria vita può essere certo che anch'egli condividerà la stessa regalità. Questa è la promessa di Dio!
Buona settimana santa!