Omelia (05-06-2011)
don Luciano Sanvito
Il meglio lo si dà quando non si è

Quando sale al cielo, ecco che il meglio scende sulla terra: una benedizione e una missione che dai suoi si espande all'universo intero.

Ma proprio mentre non si è più insieme, ecco che appare il meglio, il succo e il concentrato di quello che avviene nella storia e attraverso il passaggio nella storia, attraversando il cammino dei suoi.

Una visione dall'alto che continua, da un lato; dall'altro una revisione dal basso che si equilibria secondo il mandato, a partire dall'esperienza nel suo farsi.

L'essere con i suoi amici non è essenziale, anzi pare proprio più importante, in questo tempo della benedizione/missione, il fatto di non esserci Lui.
E questo non è più un fatto, ma nel suo non esserci riveste l'esperienza della comunione in modo nuovo, definendola l'ora in poi con il coraggio dell'evento.

Coraggio dell'evento: perché non è un semplice evento da vivere nel mistero, ma sopratutto da testimoniare confrontandosi giorno per giorno con il procedere della storia; che se da un lato sostiene il cammino, dall'altro provoca, perseguita e contraria l'impegno ad uscire dalla stretta cerchia amicale per essere autentica e pura luce del mondo.

Anche per noi, la partenza di Colui che ci è amico rinnova il rapporto, rendendolo Alleanza, suscitando le sensazioni spirituali che solo la mancanza permette di generare, nella ricerca del mistero e del "non ancora".

Cammino resuscitato e resuscitante, per i suoi e per noi.
Rieccoci all'alba, a ripartire, ascendendo e facendo ascendere con il nuovo giorno dello Spirito tutte le nostre attese, le fatiche, le speranze, le gioie, i progetti...

L'ASCENSIONE RIBATTEZZA IL CAMMINO CON L'UNZIONE DELLO SPIRITO