| Omelia (17-04-2011) |
| don Roberto Seregni |
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La sovversione del Crocifisso Dopo essere passati dal deserto delle tentazioni, saliti al monte della Trasfigurazione, affacciati sull'orlo dell'antico pozzo di Sicar, aver gustato la luce di Gesù in compagnia del cieco nato e il dono della vita nuova con Lazzaro e le sue sorelle, ora siamo arrivati alle porte della santa settimana. Con gli ulivi stretti tra le mani ascoltiamo il racconto dell'ingresso trionfante di Gesù a Gerusalemme e ci incamminiamo con la folla e i discepoli a varcare le mura della città santa. Chissà quante aspettative trasudano dal cuore dei discepoli e quali sogni di gloria e di potere albergano nelle fantasie dei dodici! Sanno che Gesù è messia, hanno contemplato più volte la sua regalità, ma ancora non sanno che essa si svelerà in una forma inaudita e sovversiva. E' vero: Gesù è re, ma è un re tutto al contrario, un re che sovverte le attese e capovolge le logiche di potere. E' un re che entra a "prendere possesso" della capitale terrena del suo Regno, Gerusalemme, non con un cocchio regale trascinato da eleganti destrieri, ma con un asinello dato in prestito. E' un re che tra il tradimento di Giuda e l'annuncio del rinnegamento di Pietro, dona tutto se stesso nel pane spezzato e nel calice della nuova alleanza. E' un re che si spoglia delle sue vesti, prende un asciugamano e tra gli sguardi sbigottiti dei presenti si mette in ginocchio e inizia a lavare i piedoni zozzi dei dodici. E' un re fragile e indifeso come ogni uomo. E' un re solo, abbandonato dai suoi amici. E' un re senza trono e senza scettro, nudo e irriconoscibile, appeso ad una croce. E' un re che ha bisogno di un cartello per essere riconosciuto: "Costui è Gesù, il re dei Giudei" (v.37) L'evangelista Matteo colloca al cuore di questa regalità capovolta, al centro della scandalo della Croce, il germoglio della vittoria, l'intervento di Dio: il velo del tempio si squarcia, la terra trema, le rocce si spezzano e i sepolcri si aprono e molti corpi risuscitano. L'evangelista anticipa nell'evento della Croce la potenza della resurrezione, l'esplosione della vita nuova. Come Marco anche Matteo ricorda che i soldati pagani riconoscono che il Crocifisso è il Figlio di Dio. Il velo cade. Dio non è più irraggiungibile o nascosto. Dio è lì, appeso per amore alla Croce e in questa infinita distanza tra la sua rivelazione e la nostra attesa, avviene il riconoscimento. Non i discepoli o la folla dei seguaci, nemmeno le donne, ma un centurione e quelli che con lui facevano la guardia alla Croce, riconoscono in Gesù Crocifisso il Figlio di Dio. Entriamo nella grande settimana santa con lo sguardo rivolto al Crocifisso. Troviamo del tempo per fermarci, per allungare lo sguardo oltre quel velo squarciato e per squarciare pure le nostre resistenze e le nostre zavorre. Lasciamoci condurre dal ritmo della liturgia per contemplare la passione di Gesù e arrivare pronti ad accogliere l'annuncio del Risorto. Su YouTube potete trovare le video-meditazioni per il Triduo Santo, per rintracciarle basta digitare il titolo: "Lo spettacolo della Croce" per il Venerdì Santo, "Il sepolcro vuoto" per la Domenica di Resurrezione e, a breve, anche "Le mani di Gesù e i piedi dei discepoli" per la Coena Domini del Giovedì Santo. Buona santa settimana dR [email protected] |