Omelia (08-05-2011)
don Luciano Sanvito
Srotolando la Verità

Nella matassa delle realtà da fare ogni giorno, nell'esigenza del porre ordine lungo la nostra giornata alle esigenze prioritarie, negli impegni, doveri, e varie cose, ecco il "rotolo della Verità".

Srotolare la Scrittura, per la tradizione ebraica, è un segno prioritario e di riferimento tangibile, esperienza rinnovante e rincuorande lungo il percorso vitale.

Emmaus è un rotolo di Scrittura vivente.
Mentre i due discepoli "vanno a rotoli", nella tristezza, nella delusione, nel sentirsi traditi nelle loro aspettative, nell'impressione di essere abbandonati, ecco l'incontro con Colui che svolge il Rotolo della Scrittura viva, Colui che apre loro i sigilli apocalittici, trasformando la fine verso la quale essi si lasciano andare, in un nuovo fine verso il quale poter andare, d'ora in poi.

Dipanare la matassa è il compito arduo e gioioso della Chiesa, ma anche di chi non credendo è persona di buona volontà.
"Buona Volontà" maiuscola o "buona volontà" minuscola, in effetti, si accostano nel cammino della vita, prima o poi, nel bene o nel male, nella buona o nella cattiva sorte.

L'importante è srotolare la carta della Verità, e non carta semplicemente "igienica", che risolve al momento, ma non esprime il cammino, e che non indica altro che sè.

Ma questo rotolo della Verità è pesante, è un gioco faticoso per l'umano che lo deve sopportare, e impossibile appare l'aprirlo per sè e per l'altro.
Solo la forza del soffio spirituale della Verità, solo il modulo e il modo della disponibilità permette alla forza della coscienza di accostarsi con un segno vivo e vitale a noi, lungo il cammino, trasformando il peso in gioco leggero e soave, che fa riprendere il passo incarnando in noi stessi quella Scrittura di Verità.