Omelia (01-05-2011)
don Luciano Sanvito
Le due anime

"Non essere più incredulo, ma credente"
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INCREDULO, CREDENTE: ecco le due anime.

Poniamo però la nostra attenzione su quel " PIU'... ".
E' questa particella un po' nascosta, che dobbiamo rivalorizzare per comprendere.
Questo "più..." lo intendiamo, in genere, come: "non essere incredulo adesso, basta! Diventa credente"...

Intendiamolo invece così: "non essere MAGGIORMENTE ("più"), di più incredulo, ma sii di " più " (maggiormente) credente!".

Le due anime, cioè, non si elidono a vicenda, ma in questo caso, rimangono, a costituire entrambe l'aspetto della persona.
Occorre - ce lo ricorda il segno di Tommaso stesso - essere sempre un po' increduli, dubbiosi in senso positivo, critici in senso buono, capaci di mettersi in crisi; ma occorre MAGGIORMENTE, di "più" essere CREDENTI, pur mantenendo l'atteggiamento dell'incredulità.

Credere e non credere sono come due onde del mare...
Però, dice Gesù a Tommaso, devi aver presente che l'ultima, cioè la prima ad arrivare al lido, sarà il credere: quindi, sii di più credente, perché il credere, e non il non credere è il riferimento, la meta, il punto di arrivo.
Ma entrambe le anime sono importanti: come si può credere senza dubitare? Che senso avrebbe quel cammino? Come si può essere increduli in tutto, senza mai credere? Suvvia, anche solo crederemo al nostro non credere!

Gesù richiama a Tommaso, e anche a noi, di valorizzare di più l'onda del credere, più che quella del non credere, proprio toccando le sue (e nostre) ferite.