Omelia (17-04-2011)
Omelie.org - autori vari


COMMENTO ALLE LETTURE
a cura di Paolo Matarrese

"Accompagniamo il nostro Salvatore al suo ingresso nella città santa e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce, per partecipare alla sua risurrezione".
Queste parole, tratte dall'esortazione iniziale proposta dalla liturgia odierna, riassumono il significato della Settimana Santa che oggi si apre davanti a noi. Accompagnare e seguire: "chi accompagnare? chi seguire?": Gesù che entra a Gerusalemme per morire in croce e risorgere! E' Cristo il solo protagonista, che decide liberamente e per amore di entrare a Gerusalemme per svelarci il volto di un Dio non Onnipotente ma di un Dio che è Amore Onnipotente! Mostrerà questo donandosi come "pane della nostra vita", morendo appeso ad una croce e poi risorgendo perché, il suo amore per noi, non sia solo memoria ma si renda ancora presente con tutta la sua forza trasformante e rinnovatrice nella nostra vita di oggi e nel nostro modo di amare!
Accompagnare e seguire verbi che ci appartengono in questa settimana santa e che tagliano in due anche il vangelo di oggi in due momenti differenti: quello iniziale, dove viene proclamato l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme accompagnato dalla folla che, con i rami di ulivo, lo acclama.
Nel vangelo di Matteo, tra le sue singolarità nel racconto della passione, troviamo l'episodio del sogno della moglie di Pilato: "non avere a che fare con quel giusto, perché oggi in sogno sono stata molto turbata per causa sua". Anche l'ingresso a Gerusalemme di Gesù è accompagnato dal sogno della folla, un sogno che ogni uomo porta nel profondo del proprio cuore: incontrare Colui che può rendere giusta la propria vita e quella dell'umanità, che può offrirci quella pace del cuore che tanto sospiriamo, che può dissetare il nostro desiderio di amare e di essere amati pienamente!
E' vero, il sogno della moglie di Pilato rimarrà inascoltato, soffocato dalle "esigenze di potere" di suo marito Pilato, ma cosa avrà pensato, quali sentimenti avrà provato Gesù guardando quella folla acclamante? Si stendono davanti a lui rami di ulivo e mantelli che portano con sé il sogno di una folla che esulta per aver finalmente incontrato il Re della propria vita, un Re che può restituirgli libertà e dignità piena! Forse mi avventuro troppo in supposizioni ma, visto poi come sono andate le cose, penso che Gesù, a differenza di Pilato, abbia ascoltato quel sogno e lo abbia realizzato attraverso la sua morte in croce e la sua risurrezione!
Oggi allora siamo chiamati ad accompagnare Gesù nel suo ingresso a Gerusalemme con il nostro sogno che Dio stesso ha messo nel nostro cuore: quello che ci spinge alla ricerca di un amore che può rendere vera, bella, giusta la vita, il sogno di una vita che non si può fermare nel vicolo cieco di una sofferenza irrimediabile o di un male irrecuperabile!!
Oggi, ognuno di noi, porta con sé un ramoscello di ulivo e nel cuore un sogno che Gesù ci fa ricordare, accantonato per le nostre misere "esigenze di vita", per le nostre "esigenze di egoismo" che ci fanno resistere all'abbandono nelle mani di un Dio che ci ama fino alla fine e che vuole trasformare e risvegliare finalmente la nostra vita! Di lì a poco le "esigenze" della paura, del compromesso, del tornaconto personale porteranno quella folla (e quante volte anche noi!) a rimettere quel sogno nel cassetto, però quel sogno Gesù lo ha ascoltato...
Arriviamo quindi al secondo verbo, "seguire". Il Signore Gesù ci conceda, in questa settimana santa, la grazia di seguirlo fino alla croce. Un padre domenicano, su un suo libro, riporta l'episodio accaduto ad un famoso pittore giapponese che dipinse su un vaso una splendida veduta della montagna sacra del suo paese. Poi un giorno qualcuno fece cadere il vaso, che si frantumò! Lentamente l'artista incollò i vari pezzi e lo ricompose. Ma a ricordo di quanto era accaduto al vaso e della sua rottura, inserì tra una giuntura e l'altra un filo d'oro. Ora il vaso era più bello di quanto lo fosse mai stato in passato! La passione di Cristo che ascoltiamo nel vangelo di oggi assomiglia a un filo rosso che attraversa i cocci della nostra umanità: il coccio del tradimento (Matteo comincia subito con la figura di Giuda...), il coccio del rinnegamento e della solitudine, quello della violenza e del potere, il coccio dell'infedeltà e dell'incredulità. Tutti questi pezzi della nostra vita vengono attraversati da Cristo crocifisso e trasformati in dono libero e gratuito di amore perché anche noi, possiamo trasformarci in qualcosa di più bello! Questo è quanto fa l'Amore onnipotente di Dio, in una logica che supera la nostra comprensione.
Che la passione di Cristo attraversi anche la nostra vita, perché quel sogno che abbiamo nel nostro cuore, possa finalmente, anche solo in parte, essere trasformato in realtà dalla sua grazia! Buona settimana santa a tutti!