Omelia (10-04-2011)
padre Paul Devreux


Dire: Lazzaro vieni fuori, non è facile.

Quando leggiamo questo vangelo ci viene spontaneo pensare che Gesù ha davvero grandi poteri, e così chiudiamo il discorso: ma non è cosi semplice.

Gesù dice che non è un potere che gli permette di fare queste cose ma la sua fede nel Padre che non gli risparmia la sofferenza che la morte comporta.

Quando la notizia della malattia di Lazzaro arriva, Gesù si trattiene sul Giordano e quando Lazzaro muore, lo sa!?! lo capisce, lo intuisce: come fa non si sa, ma questo è segno che viveva una intensa comunione con l'amico Lazzaro e quindi ne condivide anche la sofferenza.

Gesù aspetta perché vuole fare all'amico un regalo più grande della guarigione, vuole fargli il regalo della risurrezione, alla quale non avrebbe mai creduto senza prima farne l'esperienza; ma tutto questo pesa molto a Gesù, per lui è un vero inizio di Passione.
Gli pesa aspettare, sapere che l'amico lo considera un traditore perché non è corso a guarirlo, il contrasto dei discepoli che hanno paura di tornare vicino a Gerusalemme per via del fatto che l'ultima volta che ci sono andati li hanno presi a sassate, l'accusa più volte ripetuta dalle sorelle e dalla gente di non essere venuto in tempo, la morte stessa di Lazzaro. Segno di tutto ciò è il pianto di Gesù.

E' importante contemplare questo pianto di Gesù per capire che Dio non è indifferente alle sofferenze dell'uomo e alla sua morte, ed è proprio per questo che Gesù viene ad annunziarci la risurrezione, consapevole del fatto che l'uomo fa fatica a crederci, anche quando, come le due sorelle, dice di crederci.

Per questo ha voluto dare all'amico e a noi un segno concreto della capacità di Dio di fare ciò che noi non siamo in grado di fare: vincere la morte risuscitando Lazzaro, anche se sa che questo gli costerà molto perché sarà la goccia che farà traboccare il vaso, il gesto che scatenerà definitivamente l'ostilità delle autorità nei suoi confronti, che cercheranno di eliminarlo il più rapidamente possibile per paura che la situazione sfugga loro di mano e che tutto il popolo gli vada dietro.

Gesù grida a Lazzaro: "Vieni fuori" e c'invita a contemplarlo mentre, lentamente, esce bendato con le sue gambe dalla tomba e torna a casa, per lavarsi.