Omelia (10-04-2011)
Omelie.org (bambini)


Siamo giunti alla quinta Domenica del cammino di Quaresima e come la scorsa domenica anche oggi mediteremo su un segno prodigioso compiuto da Gesù.
Andiamo allora con Gesù a Betania e vediamo cosa è successo e soprattutto cosa ha fatto e detto il Maestro.
Nel commentare questo Vangelo inizio dall'esclamazione che alcuni Giudei fanno vedendo la commozione di Gesù e il suo pianto davanti al sepolcro di Lazzaro, il suo amico: "Guarda come lo amava!". Già, la commozione e il pianto danno un segno chiaro di quanto Gesù voglia bene a questi tre fratelli, infatti immagino Gesù sia dispiaciuto pure delle sorelle rimaste sole! Cosa aggiungono immediatamente altri: "Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?". Questi ultimi dunque, si chiedono perché Lui che può guarire da malattie gravi, non ha guarito il suo amico Lazzaro?!
E le sorelle, cosa dicono appena lo vedono? "Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!". Marta e Maria, proprio come alcuni Giudei, sanno che Gesù può sanare i malati e si domandano dove era Gesù, mentre Lazzaro era malato? Come mai è arrivato soltanto ora che è morto e non c'è più nulla da fare, se non piangere?!
Non so se vi è mai capitato di essere delusi da una persona cara, magari da un amico perché tarda ad aiutarvi. Ad esempio a scuola quando qualcuno vi fa un torto e la maestra interviene troppo tardi, quando ormai vi siete fatti male o arrabbiati; ancora, scrivete un messaggio e il vostro amico vi risponde il giorno dopo; oppure non riuscite a risolvere un problema e la mamma è uscita e sembra impiegare una vita a tornare!! Di questi esempi se ne trovano tanti.
Cosa pensate in queste circostanze, dell'amico, della mamma, della maestra? Forse vi chiedete dove era quando avevo bisogno di lei/lui? Aveva forse qualcosa di più importante a cui pensare? Allora non mi vuole così tanto bene, non si preoccupa, non si cura di me!
E Gesù? Anche Lui interviene tardi, a volte sembra non intervenga affatto. Quante preghiere facciamo e non riceviamo ciò che abbiamo chiesto. Quante persone soffrono e non capiamo perché? Alcuni di voi hanno perso una persona cara e davanti a questo miracolo di Gesù, si chiederà come mai non ha risuscitato pure lui o lei?
Poi che mistero: Gesù stesso muore e il Padre aspetta tre giorni prima di Risorgere a vita eterna! Già, alcune domande non hanno risposta chiara, possiamo provare ad immaginare perché Gesù aspetta che l'amico muoia per intervenire; certo è che la sua commozione è vera, il suo pianto è sincero e la sua preghiera viene esaudita. L'amore di Gesù per il suo amico non si vede infatti da ciò che fa per lui, dal fatto che gli ridona la vita, ma è il pianto, la commozione di Gesù che non fa dubitare nessuno, né Giudei né Maria e Marta, del suo amore per Lazzaro!
È la preoccupazione di mamma e papà nel vedermi in difficoltà che mi dice quanto mi amano, è il tempo che la maestra o l'amico spendono per me, per consolarmi, a dirmi che si prendono cura di me. L'amore, il bene che Gesù prova per ciascuno di noi non possiamo misurarlo soltanto in base a quante preghiere esaudisce, a quanti bei voti mi aiuta a prendere, a quante volte si schiera dalla mia parte... no, è solo una parte, perché Gesù compie meraviglie proprio quando noi pensiamo che "sia troppo tardi", che siano passati tanti giorni! Gesù infatti risuscita Lazzaro dopo quattro giorni, quando tutti pensavano: "è tardi ormai!".
In questa settimana proviamo a pensare quali sono i gesti, le parole dei nostri cari e amici e di Gesù che davvero ci comunicano il loro amore, preparandoci così ad accogliere la Resurrezione di Cristo come premio sicuro del suo amore per noi!

Commento a cura di Antonella Stolfi