Omelia (27-03-2011)
don Giovanni Berti
Il pozzo e la birreria

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Il pozzo... il bisogno dell'acqua... e quel momento particolare: quel "mezzogiorno".
Tutto questo accomuna all'inizio i due personaggi della scena del Vangelo.
Si trovano tutte e due li, Gesù e questa donna, presso questo pozzo, e iniziano uno scambio di parole che ancora oggi ascoltiamo, e che risuona ovunque nel mondo venga letta questa pagina di Vangelo.
Il dialogo inizia da elementi banali e motivati dalla coincidenza del trovarsi entrambi in quel momento nello stesso luogo: Gesù ha sete e la donna è li con l'anfora per prendere l'acqua.
Mi è capitato qualche giorno fa un incontro molto particolare.
Era quasi mezzanotte e passavo davanti a una birreria della città. Volevo salutare un amico che lavora li e poi tornare a casa. Entro e mi siedo ad un tavolo, e questo amico mi porta una coca-cola, perché sa bene che anche mezzo bicchiere di birra mi porta al sonno immediato. Sto per andarmene ma vengo fermato da un giovane che avevo conosciuto anni prima in una delle parrocchie dove avevo svolto il ministero di viceparroco. Allora era solo un ragazzino, ora me lo ritrovo cresciuto e molto diverso da come lo ricordavo: capelli lunghi, piercing sul labbro e maglietta con il teschio: il classico look da metallaro. Mi saluta in modo molto caloroso e mi invita a sedere con i suoi amici ad un tavolo. Fanno tutti parte di una compagnia di amici che gira nel mondo della musica metal più dura, suonano in due gruppi diversi ma si ritrovano ogni tanto a bere birra insieme. La mia piccola bevanda analcolica è intimorita dai loro bicchieroni di birra, ma dopo questo primo impatto un po' strano mi ritrovo a parlare con loro di tutto: di cosa fanno nella vita, di musica e alla fine anche di fede e religione. Tutti o quasi si definiscono atei se non addirittura anticlericali, ma questo non impedisce di sentirci liberi di comunicare e dire quello che pensiamo. Mi sommergono di domande e anche di critiche sulla Chiesa. Ma anche io mi sento libero di dire quel che penso e mi sento pienamente ascoltato, in modo amichevole e sincero. E alla fine sono davvero sorpreso dalla loro voglia sincera di capire e di conoscere in modo meno artificioso e "imbalsamato" le questioni della fede cristiana.
Abbiamo fatto le due di notte, e i camerieri della birreria ci hanno letteralmente cacciati fuori perché non finivamo di parlare e loro giustamente dovevano chiudere.
Una birreria a mezzanotte e la voglia di bere qualcosa... questo mi ha messo in contatto con questo piccolo gruppo di giovani che assai difficilmente troverei alle porte della chiesa o in un gruppo parrocchiale.
E' stato davvero bello parlare in modo aperto e profondo anche di Dio, senza la paura di manifestare dubbi, critiche e convinzioni opposte. Sono sincero, non mi capita così spesso di parlare di Dio con dei giovani in questo modo. Il mio intento non era assolutamente quello di convertire nessuno, ma solo testimoniare loro che quello che vivo e predico come prete è per me fondamentale come l'acqua nel deserto. Avevo anche una grande voglia di ascoltare loro e di farli sentire amici, al di la delle etichette, dell'aspetto esteriore e di tutti i pregiudizi.

Tornando al racconto evangelico,Gesù trasforma l'incontro fortuito al pozzo di Giacobbe in un dialogo di vita e di fede. Questa donna non vede in Gesù uno che da un pulpito la sovrasta e la accusa, ma un uomo assetato come lei e che le si pone davanti con una richiesta semplice.
Gesù ben presto si dimentica che ha sete e che è stanco, e anche la donna ben presto dimentica la sua anfora e il suo compito di attingere al pozzo: il dialogo diventa sempre più intimo e intenso. La donna si riconosce nelle parole di questo misterioso personaggio, e intuisce che ha qualcosa di straordinario anche per lei.
La samaritana esce trasformata da questo dialogo iniziato con la richiesta di un sorso d'acqua: diventa una discepola che annuncia agli altri la sua esperienza.
L'incontro che ho avuto quella notte in birreria mi ha davvero insegnato molto. Prima di tutto ho capito che in ogni persona c'è sete di Dio e sete di capire qualcosa di più della propria vita. Anche questi giovani, che molti dall'aspetto li giudicherebbe superficiali, hanno dimostrato una gran sete di senso e di valori profondi. E quante volte nella vita anch'io ho trovato in modo fortuito e non programmato, le risposte alla mia sete di felicità profonda e di Dio.
L'importante è comprendere che tutti abbiamo sete di Dio, anche se non sempre ci facciamo caso. E la ricerca dell'acqua spirituale, che risponde a questa sete, la facciamo tutti...
Questa pagina di Vangelo mi dice che Gesù è "la" al pozzo dove vado ad attingere acqua. Mi aspetta per dissetarmi con la sua Parola e la sua presenta intima. E il pozzo può essere una messa in Chiesa, un incontro di preghiera, un dialogo spirituale con un prete, una chiacchierata profonda con amici, in famiglia, nel luogo dove faccio volontariato, nel letto dove una malattia mi sta bloccando... e anche in una birreria a mezzanotte.
Non ci sono limitazioni perché Gesù ci incontri e ci disseti...
Riconosciamo che abbiamo sete di Dio... e lui ci disseterà.


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