Omelia (27-03-2011)
don Roberto Rossi
L'acqua che purifica e disseta

Gesù è in viaggio: Egli doveva passare dalla Samaria. Non solo per un percorso obbligato, in realtà egli deve passare in Samaria per una obbedienza alla sua missione: Il Signore cerca i suoi figli ovunque. Camminare comporta fatica. Gesù è stanco. Questo è segno della debolezza di Gesù fatto uomo come tutti noi, ma prelude anche alla fatica e al dolore della sua passione. Anche la samaritana potrà convertirsi perché Gesù ha faticato per lei, perché Gesù morirà per lei. Una fatica espressione di amore. Gesù con la sua domanda: dammi da bere, esprime la sua volontà di entrare in comunicazione con lei. Allo stupore della donna, Gesù risponde: "Se tu conoscessi il dono di Dio... tu stessa avresti chiesto da bere a Lui. Gesù propone un'acqua dalla caratteristiche particolari: è data da Gesù e insieme sgorga nell'intimo steso della donna, estingue la sete per sempre, quindi ha un valore di salvezza. Gesù chiede alla donna di ritornare al pozzo con il marito... lei deve confessare la sua situazione. Si capisce che cosa Gesù intende: perché lui possa diventare l'uomo che decide del suo futuro, ella è invitata a rinunciare alla sua vecchia vita, a consegnare a lui il suo passato, con le sue debolezze. La samaritana vuole cambiare, vuole mettersi davanti a Dio e chiede dove adorare. E Gesù apre le prospettive della fede in Dio e dell'adorazione a Lui in "spirito e verità". Il dialogo tra Gesù e la samaritana si conclude con la solenne dichiarazione di Gesù: "Sono Io" Gesù rivela la profondità del suo mistero: come il roveto ardente manifestò a Mosè la presenza e la cura di Dio per il suo popolo, così Gesù costituisce la rivelazione piena della paternità di Dio, la presenza della salvezza che si è fatta carne, uomo per noi. La donna vuole comunicare la notizia inaspettata, si fa missionaria, come ogni persona che incontra e fa esperienza di Gesù, si farà missionaria presso gli altri. Qui abbiamo i discepoli, i samaritani... lungo la storia tutti i veri credenti.