Omelia (27-03-2011)
don Luigi Trapelli
Gesù e la donna di Samaria

l Vangelo della Samaritana, come tutto il Vangelo di Giovanni, è molto denso.
Tale testo è la rivelazione progressiva di Gesù alla donna di Samaria.

Gesù giunge al pozzo di Sicar per attingere acqua.
Vede una donna e le chiede dell'acqua.
Gesù, in questo caso, vive già due problemi
Da una parte parla con una donna e poi, per di più, una samaritana, quindi una scismatica rispetto al popolo giudaico,
L'inizio di tale dialogo è difficile.
Però Gesù le lancia una proposta: donarle per sempre dell'acqua viva.
La donna rimane ancorata al suo mondo, fatto di cose quotidiane, di pozzo, di acqua, di corda.
Gesù, invece, punta più in profondità.
Ma non sempre le cose profonde sono quelle più comprensibili.
Gesù accetta la donna così com'è e la donna si accorge degli indubbi vantaggi di tale proposta.
Finalmente può recuperare del tempo, senza venire ogni volta ad attingere acqua.

Poi Gesù tenta un nuovo dialogo non partendo ancora dalla religione, ma dalla vita familiare.
Quella donna aveva avuto cinque mariti ed ora, chi aveva accanto, non era suo marito.
Il suo problema era l'incapacità di relazionarsi con un uomo con cui condividere la propria vita.
La donna, però, si accorge che Gesù è un profeta.
E appena si accorge che è un profeta, è lei a iniziare il discorso, partendo dalla religione.
Come oggi, quando la gente ti riconosce come sacerdote e comincia a parlare di materie legate alla fede.
Il problema della donna era il luogo dove adorare Dio.
Per i giudei era Gerusalemme, per i samaritani il monte Garizim.
Gesù sposta il problema e arriva alla sua radice.
Dio si può lodare ovunque, poiché il culto è fatto in spirito e verità.
Il culto si lega alla persona di Gesù che è la verità ed è un culto che aiuta a maturare tutto l'uomo.

Davanti all'idea di Messia della donna, finalmente Gesù si svela.
"Sono io che ti parlo".
In quello stesso istante arrivano i discepoli e il discorso termina in modo improvviso.
Gesù non ha dato risposte precise, ma ha suscitato nella donna una domanda: " Che sia veramente Lui il Messia?"
La donna ne parla ai Samaritani e questi sono contagiati dalle sue parole.
Gesù si ferma alcuni giorni con loro.
Alla fine i Samaritani riconoscono in Gesù il Salvatore del mondo.

Gesù ha fatto vivere alla donna un autentico percorso di fede.
La accetta come donna, crede in lei, non si impone, parte dal suo lavoro e dalla sua vita familiare.
Comprende che è importante suscitare la domanda e non solo dare risposte preconfezionate.
Accetta il dialogo con tutte le sue sfide.
La samaritana riconosce Gesù dapprima come un giudeo sconosciuto, poi come il profeta, poi il Messia e infine come il Salvatore.
La samaritana ha vissuto un autentico percorso di fede e Gesù è stato il suo compagno di viaggio.

Potremmo evidenziare altri aspetti di questo testo.
Però ciò che colpisce, è la rivelazione di Gesù come Messia e Salvatore a partire dalla nostra realtà di vita.
Credo che la catechesi debba tenere presente questo grande insegnamento.
Anche le persone all'apparenza lontane dalla Chiesa, possono essere avvicinate e condotte a scoprire un autentico percorso di vita e di fede, che possa dare un significato vero alle proprie domande di senso della vita.
Trovando in Gesù l'acqua viva che zampilla per l'eternità.