Omelia (27-03-2011)
padre Mimmo Castiglione
Idro... salvezza!

I farisei pensano che Gesù faccia più discepoli del Battista.
Ed il Maestro decide di lasciare la Giudea, d'andar via, e ritornare in Galilea.
Sceglie di percorrere la via più fresca e comoda ma più lunga ed ostile,
quella della Samaria.

Arriva a Sichar. Stanco siede sul bordo d'un pozzo,
per trovare ristoro. È la sorgente di Giacobbe.
Giunge una donna per attingere acqua.
Ed il Maestro umile s'accosta per essere accolto, chiede da bere.
Disdicevole per un rabbino rivolgersi ad una donna. Impensabile manifestar bisogno!
Difficile comprendere il mistero! Inconcepibile paragonarsi.
È questo il vero paradosso. Si fa mendicante chi vuole dissetare! Novità del dono.
Sorgente di rivelazione il nuovo Mosè, la nuova Legge, il nuovo Tempio.
Il Restauratore si sostituisce ai santuari del monte Garizim e di Gerusalemme.
Gesù desidera abbeverare. Annaffiare sapienza! A tutti.
Ora ai Samaritani, poi ai Greci. Universalità della salvezza!

Lì dove ci si incontra per bere, lì dove si conosce Rebecca o Zippora,
alla sorgente, alla fonte, al pozzo, il Maestro stanco incontra la Samaritana,
per definirsi acqua che disseta. E promette. D'estinguere arsura di morte.
Di cosa ho bisogno, Signore? Specchiarmi in fondo alla cisterna
per scorgermi inadempiente? Forse di questo? Per il disprezzo?
Proprio questo mi serve? O non piuttosto per ritrovarmi in pace?
E rivelare il meglio di me a me stesso?
Tu susciti, stimoli, rinnovi. E m'incoraggi!
Mi annunci buona notizia che son capace.
Non è importante allora scegliere il monte dove pregare.
Pericoloso invece avvicinarmi al pozzo e ritrovarmi vero.
Al bordo della fonte scorgermi nudo.


È mezzogiorno: l'ora sesta!
Esausto, l'Agnello, è ormai sfinito.
S'immoli sulla Croce il sacrificio!
Giunga la Grazia che redime e salva:
Acqua insieme a Sangue,
che sparsi a fiotti dal Costato immergono,
per riconciliare e regalare pace.


Il mondo senz'acqua? Immaginiamoci pure!
Sete, aridità, sporcizia, malattia, sofferenza, morte.
Sorgente, pozzo, fiume, lago, mare.
L'acqua che purifica, vivifica e salva.
L'acqua che non si può fermare!
Quanto ascolto dalla Parola di Dio!

Gesù passa apposta per la Samaria. Per spargere il seme della sua parola.
Terra di mischiati. Relazioni pessime con i Giudei. Giunge a Sichar.
Terra che Giacobbe aveva donato a Giuseppe il prediletto.
Stanco ed assetato si ferma, si siede alla sorgente.
Alla donna che arriva chiede da bere.
Come dirà anche dopo in croce! Nonostante sia fonte!

Difficile per la Samaritana ricollegarsi a quanto detto nelle Scritture.
Desidera l'acqua prodigiosa sì, ma al naturale!
Ed intanto il Maestro comincia ad insegnare.
E svela. Superiore a tutto quanto rivelato prima.
Lui è l'acqua che vive, che produce vita eterna, il dono.
È lui il pozzo! Sapienza. Che dona lo Spirito che solleva.

Elude la Samaritana, che scoperta parla d'altre alture.
Anche se intuisce che Gesù di tutti quanti venuti prima è il maggiore.
Ed il Profeta sempre di più incalza facendo catechesi.
È giunta l'ora, è lui l'Ebreo che salva! Lui che le sta parlando,
come il Signore disse di sé al roveto ardente.
Lui la Verità, del vero culto (a Dio) il luogo!
Con lui s'adora il Padre, insieme allo Spirito Santo.

La donna lascia finalmente la giara che custodiva gelosa.
E si precipita in paese. Informa d'aver incontrato
chi legge senza parcella il passato.
Indovino ambulante o forse è Messia?!
Inizio della fede?!
Erano giunti intanto i discepoli, che rispettosi non chiedono,
invitandolo a mangiare. Mangiare cosa?
Dice il Maestro. La volontà del Padre!
Invitati ad alzare gli occhi e guardare in alto,
al monte dove non si semina,
per vedere quanti scendono vestiti di bianco: i samaritani,
che biancheggiano come è dorata alla mietitura la messe.

Gesù su richiesta rimane con loro in quel luogo due giorni.
Lo ascoltano, lo vedono. Al terzo giorno credono
senza più intermediari. Per giungere alla fede:
prima i testimoni, poi l'incontro personale.

Parola e Mensa: Fonte dell'Acqua della Vita.
Per quanti si vestono di bianco battezzati.
Per noi salvati, per noi biancovestiti, che dal Padre,
da Cristo Verità e dallo Spirito Santo siamo amati.

Delicate maioliche preziose accompagnano la discesa
fino a bagnarsi d'intimo. Giù, in fondo al pozzo.
Dirottati durante il viaggio? Sì è vero, è capitato!
Addio mèta! Abbiam pensato.
Credevamo di raggiungere presto lo scopo ed invece?!
Ci siamo ritrovati altrove!
Eppure ancor presenti. Anche se un po' ammaccati.
Il troppo navigare ci ha fatto esperti. Le mani ferme al timone.
Viriamo ora lesti, col tempo abbiamo imparato a non decidere avventati,
a ponderare, non muoverci fino a quando non sappiamo, ad aspettare
che giunga l'evento e dunque finalmente incamminarci.
Bisogna fare sintesi. Qua siamo! Il motto.
Consegnati, accasciati talvolta ma pur sempre abbandonati al Provvido,
a chi sappiamo prendersi cura. Pronti ad accogliere ed eseguire.
Preparati a viaggiare, ad entrare in ogni porta che s'apre e rimanere,
per poi di nuovo ripartire e andare!
Ed intanto senza smarrirci sicuri procediamo con stile,
senza eccedere, quanto basta.
Eleganza e discrezione, con buon senso e bel parlare.


Nell'incontro del Signore con la Samaritana,
la buona e bella notizia di oggi.
Seduto maestro presso la sorgente.
Superiore a chi era venuto prima:
Abramo Mosè ed Elia, Davide Salomone e Giona.
Gesù si consegna alla donna per instaurare un dialogo
che la conduca ad accogliere il dono di Dio che le sta dinanzi.
Ritenuta lontana per le origini ibride.
Indegna, non frequentabile perché femmina.
Poco raccomandabile per aver avuto cinque mariti e col sesto uomo convive,
il Maestro non ha paura di compromettersi.
Si pone in stato di bisogno per farsi ricevere
da chi è considerata inferiore, eretica, impura.

Laudato sì, mi' Signore, per sor'Acqua,
la quale è multo utile et umile et preziosa et casta.


Sembra risuonare la voce di Francesco d'Assisi,
che insieme alla donna samaritana,
ancora ricordano com'erano: anelanti,
come la cerva ai corsi d'acqua è ansante!

E noi, dove siamo? Ci ritroviamo nella donna,
nei discepoli, nei samaritani? Abbiamo sete? E di cosa?


PREGHIERA

Benedetto Gesù, per tutte le volte che stanco del viaggio,
ti fai compagno del mio pellegrinare,
invitandomi a bere la tua acqua e riposare.

Pietà Gesù, per tutte le volte che superbo rigetto il dono.

Pietà Maestro Gesù, per tutte quelle volte
che rifiuto d'abbeverarmi alla sorgente della tua parola
per ricevere luce sul mio cammino.

Pietà Signore, per tutte le volte che t'impedisco
d'illuminare il pozzo oscuro della mia condizione umana.

Pietà Signore Gesù, per tutte le omissioni.

Pietà per tutte le volte che faccio fatica
a cedere la brocca della mia sapienza,
di quanto posseggo di futile e d'inconcludente.