| Omelia (20-03-2011) |
| don Nazareno Galullo (giovani) |
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Perché sui cartelli stradali Dio c'è? Un giorno Gesù compie questo gesto: si fa vedere diverso, cambia colore, si illumina "d'immenso", risplende davanti ad alcuni suoi discepoli (Pietro, Giacomo e Giovanni). Mi chiedo: perché fa questo gesto? Che senso ha? Provo a rispondere: 1) Gesù è vero uomo e vero Dio: quindi il suo splendore è immenso, vero, reale. 2) Gesù può aprire i cieli. Poiché lui è sceso "dai cieli", ci insegna che c'è un Padre "nei cieli", ci dice che "nei cieli si ritorna". 3) "Nei cieli" ci sono i defunti. In questo caso dei defunti "famosi": Mosè ed Elia. Gesù è "eterno" in quanto Dio, quindi può parlare con i defunti perché essi (evidentemente!) sono vivi "nei cieli". Difatti conversavano come tra amici. 4) Gesù permette ai 3 nostri discepoli di vedere. Tiro le somme: quei 3 che hanno visto sono stati "privilegiati" in quanto i cieli si sono aperti davanti a loro. Hanno avuto un grande regalo e quindi potranno seguire Gesù con la certezza che Gesù è molto di più, che Gesù è il Messia, che Gesù è davvero il Figlio di Dio! Questo lo pensiamo noi! Eppure arriverà un momento in cui "dimenticheranno totalmente" questo evento o meglio, preferiranno dimenticarlo. Avranno pensato ad un "abbaglio". Pietro: non sa che dire. E quindi vuole stare li. Certo: "farò 3 capanne". Qui Pietro mi fa tenerezza. Lui, il "diamante grezzo" degli apostoli, è molto accogliente. Ha colto una verità: che questi "personaggi" sono vivi. Questo fatto, che leggo talvolta dei commenti in cui viene etichettato quasi come uno che "non sa che dire", mi fa pensare che vorrei vedere voi in una situazione del genere. Pietro, nella sua semplicità ha colto la "voglia di cielo". Tutti noi abbiamo voglia di cielo. E tu, ce l'hai la voglia di cielo? Davvero se si aprissero i cieli io vorrei stare lì. Io penso ai "cieli aperti" come ad una cosa meravigliosa. Tutti i santi che sono stati catapultati, sia pur per pochi attimi, nelle visioni del Paradiso, testimoniano che non sarebbero mai voluti tornare indietro. Penso così a Pietro: non ad uno sprovveduto, ma ad un furbacchione che aveva compreso, sia pur solo istintivamente e istantaneamente, che il cielo è bello! Viva i cieli aperti. E Dio Padre c'è! Solo in Dio c'è pace e gioia. Certamente Dio parla. Nei cieli Dio parla, sulla terra parla attraverso Gesù e oggi a noi attraverso la sua Parola e il suo Santo Spirito. Viviamo in tempi in cui si ha (apparentemente) poca voglia di cielo e molta voglia di terra. Eppure siamo fatti per il cielo e infatti lì vogliamo andare. Peccato che talvolta sbagliamo la direzione. Un augurio, carissimi giovani: cercate il cielo nella vostra vita e vi troverete immersi nelle profondità della terra, si scende da quella montagna, altroché le tende di Pietro... si scende. Gesù è sceso e noi pure, se vogliamo salire al cielo, dobbiamo scendere ad incontrare i tanti "Cristi", i tanti "Crocifissi" della storia. don Nazareno Galullo (cercatemi pure su facebook!) |