| Omelia (20-03-2011) |
| don Luigi Trapelli |
|
La trasfigurazione di Gesù e del cristiano Dopo il brano delle tentazioni, dove Gesù vince la presenza di Satana, Egli sale sul monte. Insieme con Lui ci sono Pietro, Giacomo e Giovanni, le colonne della prima Chiesa. Si trasfigura o, meglio, cambia d'aspetto. Il suo volto brilla come il sole e la sua veste diviene candida come luce. Matteo, a differenza di Luca, non dice che Gesù stesse pregando. Tuttavia è proprio nella preghiera che ci scopriamo diversi. Mentre si prega, dopo un po' di tempo, si ha questa esatta sensazione. Si cambia d'aspetto, si è meno rigidi, il pensiero vola verso un infinito e si sperimenta una sensazione oserei dire mistica. In quel frangente, Gesù dialoga con Mosè ed Elia. Mosè rappresenta la Legge del Sinai, i dieci comandamenti, la Torah ebraica. Elia è il profeta asceso al cielo in un carro di fuoco e gli ebrei attendono da un momento all'altro il suo ritorno. La legge e i profeti, quindi l'antica o meglio la prima alleanza, dialoga insieme con Gesù. Pietro, poi, focoso come sempre, vorrebbe fermare questo momento incorniciandolo in una bella foto. Vorrebbe che la vita si fermasse lì al Tabor, senza andare al Calvario. Quante volte anche noi vorremmo fermare il tempo, quando tutto sembra andarci per il verso giusto, ma la vita non è fatta solo di momenti felici!! La nube avvolge i tre discepoli ed entrano in tale nube, che rappresenta Dio. Sentono la voce del Padre: "Questi è il Figlio mio, l'amato. Ascoltatelo". Il Padre riconosce in Gesù il suo Figlio diletto, che tutti noi siamo chiamati ad ascoltare. Siamo uditori della Parola di Gesù. Davanti a queste parole i discepoli si prostrano con la faccia a terra e hanno timore. Il Vangelo non dice che hanno paura, ma che hanno timore. E' quel Santo timore di Dio di cui avremmo molto bisogno oggi!! Gesù li fa risvegliare e rialzare, usando gli stessi termini adoperati per la resurrezione di Gesù. I discepoli vedono solo Gesù. La legge e i profeti, la prima alleanza se n'era andata. Rimane la seconda ed eterna alleanza. E i discepoli vengono invitati a rimanere in silenzio. Solo dopo la Pasqua potranno comprendere ciò che è avvenuto. Gesù ha rivelato nella trasfigurazione la sua gloria futura, che però avverrà solo dopo la morte in croce. Non vi sarà solo il monte Tabor, quello della trasfigurazione, ma i discepoli scopriranno un altro monte molto più amaro: il monte Calvario. La vita è una Pasqua continua: sofferenza e gloria che si sfidano in un duello perenne in questa nostra storia. Una vita che è costellata di momenti meravigliosi e di momenti molto tristi, a volte intersecati insieme. Proprio quando sembra che tutto svanisca, il Signore arriva a salvarci, a sostenerci. Quando viceversa tutto appare positivo, a volte succede quell'evento negativo che non aspettavamo. La vita, in fondo, è proprio questa. E' una Pasqua continua. Ma Gesù, risorgendo, ha ridato una speranza nuova a ciascuno di noi. |