Omelia (10-04-2011)
don Luciano Sanvito
Vieni fuori dalla tomba della vita!

La nostra vita...
Spesso essa è ancorata alla morte.
Cioè, è la morte che regola questa nostra vita: negli affetti, nei pensieri, nelle parole, nelle azioni, in tutto quello che viviamo.

La nostra vita è regolata dalla morte, che la racchiude come in una bara.

E' quello che sperimentano e esprimono le sorelle di Lazzaro, e Gesù piange, constatando questa incapacità a svincolare la vita dalla morte, vedendo come anche i suoi amici più cari faticano ad aprirsi, ad uscire alla vita vera, a svincolarsi dal legame terreno che affloscia la fede.

Anche la speranza e l'amore ci perdono, in una vita ancorata alla morte.
La speranza e l'amore cominciano a "sentire cattivo odore" se rimaniamo legati al morto, alle sue realtà, alle nostre affettività, al nostro modo di sperare e di amare...e non lasciamo invece andare, lui: il morto, assieme a tutto quello che rappresenta per noi, verso il suo destino di eternità, che si rifletterebbe subito su di noi.

...E Gesù piange, perché vede i suoi amici ancora non credere in Lui...

Vieni fuori, Lazzaro, da quella tomba di affetti e di relazioni che ti hanno avvolto irreparabilmente; solo il miracolo ti può liberare da questi legami e legacci, svincolando il cuore tuo e degli amici tuoi e nostri di oggi!
VIENI FUORI DALLA TOMBA DELLA TUA VITA, LAZZARO DI OGGI!