| Omelia (27-03-2011) |
| don Luciano Sanvito |
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Dall'avere, all'essere pozzo e tempio Slegarsi dal pozzo per la Samaritana è stato il cammino della rivelazione e della conseguente liberazione. Slegarsi dal tempio è stata l'illuminazione che le ha permesso di essere capace di rendersi irradiazione di quella percezione. Dal finire nel pozzo limitato, ad attingere al pozzo eterno; dal pezzo di pozzo, fatto e finito lì, al pozzo come pezzo da lasciare, per attingere alla novità continua di una "sorgente zampillante per l'eternità". Da un'acqua da ricercare da assetata, a un'acqua da riversare da abbondantemente dissetata. PASSANDO, TRAGITTANDO, DALL'ACQUA ALLO SPIRITO Dall'avere qualcosa, ad essere qualcuno. Dal vedere un segno, ad essere quel segno pienamente. La Samaritana diventa così "pozzo" e "tempio" spirituale in Cristo. Ha dapprima incontrato Gesù, ma lo ha poi riconosciuto come Cristo. Questo passaggio la fa sprizzare dall'avere e dal dover avere, all'essere e al dover essere. E questo è il miracolo che la riempie di gioia: lei un giorno, e noi oggi. L'incontro con l'eternità passa sempre attraverso la base e la garanzia della caducità, della parzialità, del "pezzo" di pozzo e di "un" tempio. SPECCHIATO NEL CUORE DI GESU', IL PEZZO RIFLETTE L'ETERNO |