| Omelia (20-03-2011) |
| don Luciano Sanvito |
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Entrare nell'essere La Trasfigurazione che cos'è mai, se non, in fin dei conti, l'entrare di ciascuno nel proprio essere in pienezza e in verità, per sè e per l'altro? Transitare, passare attraverso l'esperienza dell'apparire e del sembrare, del mostrare quello che si è, del far vedere la propria sembianza e apparenza, passare e trapassare questa esperienza, per giungere a ciò che si è in realtà. Potremmo, psicologicamente applicando la cosa, dire che la Trasfigurazione è il passaggio dall'illusione alla realtà della mia persona. Potremmo anche, dal punto di vista medico, dire che è la purificazione di tutte quelle piaghe che intaccano il vedere e il godere la salute piena. Potremmo, infine, dal punto di vista sociale, vedere la Trasfigurazione come l'atto dell'essere la persona adibita e abilitata appieno a servire e a regnare su di sè e - di conseguenza naturale - sull'altro e sul mondo. Negli atteggiamenti, la Trasfigurazione è il passaggio dalla contemplazione all'azione nel tempo e nel luogo giusto e opportuno: è raggiungere cioè il "kairòs" della grazia: il tempo sacro qui e ora. Scendere dal monte diventa allora la missione dell'irradiazione del sole che raggiunge e penetra illuminando scendendo dall'alto con i suoi raggi. QUESTO SPERIMENTARONO ESSI...QUESTA E' ESPERIENZA MIA |