Omelia (13-03-2011)
don Luciano Sanvito
Ho a che fare con il Demonio...

Gesù, attraverso il brano evangelico delle tentazioni, ci vuol dire essenzialmente questo: che sia Lui che io, abbiamo a che fare con il Demonio.

Questa interazione non è intrallazione, come spesso avviene nel mondo, dove Satana si intrattiene nelle situazioni che la persona spesso ammaliata da lui gli offre come occasione su un piatto d'argento.
No: questa di Gesù e che deve essere anche la nostra situazione è quella dell' INTERAZIONE, di dover avere a che fare anche con il Demonio, perché la volontà di Dio si manifesti in piena efficacia.

Come a dire, anche a noi, che se non interagiamo col peccato, la grazia non procede; se non interagiamo con la persona di Satana, non ha senso il nostro interagire con la persona di Dio; se, infine, non ci addestriamo e esercitiamo nell'interazione maturante della tentazione e la superiamo proprio in questo modo, non sapremo mai interagire in modo autentico e maturante né con l'altro, né con il mondo.

Avere a che fare con il Demonio e le sue tentazioni è un po' ripercorrere quell'esperienza che le civilità ancestrali dell'umanità, maestre del progresso umano, ci hanno insegnato da sempre: il rito dell'iniziazione.
Senza questo rito umanizzante e maturante la persona(lità), il mio rito si atrofizza, e il male prevarrà sulla potenza del bene racchiusa in me.
INDIRETTAMENTE, LA PROVOCAZIONE SATANICA MI FA "ESSERE"