| Omelia (30-01-2011) |
| don Roberto Seregni |
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Beatitudine «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino», diceva Gesù sulle rive del mare di Galilea. E ora, dall'altura di un monte innominato, annuncia qual è la nuova e sovversiva logica di questo regno che Egli stesso è venuto ad inaugurare. I discepoli hanno ancora sulla pelle il morso del sale e Gesù, senza troppe premesse, come il nuovo Mosè, sale sul monte per dare compimento alle attese. Le folle lo seguono. Lui si siede e insegna. Il brano delle beatitudini che troviamo in Matteo, non intende assolutamente beatificare alcune situazione, ma suggerire nuove prospettive di giudizio, logiche di lettura sovversive rispetto a quelle stagnanti proposte dagli scribi e dai farisei. Le beatitudini di Gesù sono una promessa che si compie nel momento in cui non ti metti a gareggiare con le presunte felicità del mondo, ma scegli il Vangelo e la sua logica. Fino in fondo. Senza sconti. Beatitudine non è far guerra per una promozione che gonfia il tuo ego e il tuo conto in banca, ma costruire pace. Beatitudine non è essere rispettato e temuto da tutti nel tuo quartiere, ma vivere nella mitezza. Beatitudine non è furbizia per trasgredire senza pagarne le conseguenze, ma vivere nella giustizia. Beatitudine non è tappare la bocca a furia di insulti e menzogne, ma costruire legami sani e aperti al dialogo. Beatitudine non è conquistarsi un posto di spicco a furia di gomitate, ma ricercare e valorizzare il bene comune. Questa è la logica del Regno, questa è la conversione annunciata da Gesù, questo è il progetto dell'uomo nuovo che vive nella beatitudine del Risorto. Buona settimana don Roberto |