Omelia (19-12-1999)
padre Paul Devreux
Lc 1, 26-38

Maria ha fatto un'esperienza molto bella: vede che Dio è capace di darle un futuro, di colmare la sua vita rendendola feconda. Questo è un bisogno di tutti noi. Tutti abbiamo bisogno di sentirci utili. Sappiamo che siamo limitati. Consegnamo a Dio questo nostro bisogno. Certamente lui sa meglio di noi come renderci fecondi.
Ma desidero guardare a questo momento storico dal punto di vista di Dio.
Questo sì di Maria è anche un momento importante per Dio! Da millenni lavora per creare questo mondo, ed è la sua passione. Dio desidera vivere in comunione con l'uomo. Per fare questo Dio chiede umilmente la collaborazione di Maria. Dio chiede a Maria di potersi donare, di poter servire la sua vita, di riempirla.
Questo gesto di Dio mi riempie di ammirazione.
Proviamo ad immaginare qualche paragone umano per calarci in questa realtà. È come se io lavorassi una vita intera per costruire una casa, un a famiglia, una chiesa; poi, finito il tutto, mi presento e busso alla porta per chiedere se, per cortesia, mi fanno entrare. Come se un padre di famiglia domandasse, la sera, dopo il lavoro: "Posso entrare in casa?"
Io sono talmente piccolo che voglio le chiavi di tutto, voglio garantire i miei diritti su tutto e su tutti, per paura di rimanere fuori; risultato: non so mai chi mi è amico.
Dio invece, è talmente grande che non ha paura di farsi piccolo, e non pretende le chiavi di nulla. Sembra quasi che ci dica: "Scusate se vi ho creato. In effetti, non mi avevate chiesto nulla, è stata una mia iniziativa. Scusate se esisto, posso stare con voi, posso servirvi?"
Sei grande Dio. Oggi, noi siamo Maria, la sposa di Dio. Dilata Signore il nostro cuore e donaci di poterti fare spazio. Oggi l'Amore ci chiede di essere amato.
Buona domenica.