| Omelia (14-11-1999) |
| padre Paul Devreux |
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Mt 25, 14-30 Un uomo parte e consegna i suoi beni ai servi, segno che si fida di loro. A ognuno dà secondo la sua capacità, quindi li conosce bene e non pretende l'impossibile . Perché parte? Per dare ai servi la possibilità di esprimersi e di realizzarsi. Non è un padrone oppressivo che controlla ogni mossa dei suoi servi per paura che gli sciupino qualche cosa. Non è facile dare fiducia e andarsene. E' una morte. Due reagiscono positivamente e con entusiasmo. Non hanno paura del padrone perché lo conoscono; si fidano del suo giudizio e della sua proposta. Il terzo non si fida, ha paura, vive un pregiudizio negativo nei confronti del padrone e decide di nascondere il talento. Non ruba, non fa del male a nessuno, ma neanche vive del dono ricevuto. Alla resa dei conti, i primi due sono contenti di fare vedere ciò che hanno fatto e di riconsegnare il tutto. Da notare che non chiedono la percentuale per il lavoro fatto perché vivono della fiducia ricevuta, sanno che l'amore che li ha amati non li abbandonerà mai. Il terzo riconsegna il talento. Considera il padrone cattivo ed esigente. Fare amicizia con chi pensa male non è possibile. Con il suo atteggiamento lega le mani alla generosità del padrone, che non può fare altro che prendere atto della situazione. Quest'uomo è già nelle tenebre, come Adamo e Eva quando la diffidenza prende il sopravvento alla comunione. Dio è cattivo, il suo dono potrebbe essere la mia rovina, devo difendermene! E' triste per il padrone vedere che non può fare nulla per quest'uomo che si chiude e si ritrova solo, accecato dalla menzogna. L'onnipotenza umiliata dalla durezza di cuore dell'uomo. Che Passione. Dio ama e propone il suo aiuto, dona la sua vita all'uomo ma senza imporsi. Questo padrone, considerato duro, muore due volte: - la prima, perché è rifiutato e considerato cattivo, - la seconda, perché vede soffrire l'uomo che ama. Signore donami di accogliere il tuo amore, i talenti che mi dai, e di vivere con entusiasmo l'avventura della vita alla quale tu m'inviti, nel nome di Gesù Signore nostro. |