Omelia (28-03-2010)
don Luciano Sanvito
Interpretazione cristica

L'ascolto da parte di Gesù.
L'ascolto da parte degli scribi.
L'interpretazione delle Scritture cambia.
Perché?

In Gesù le Scritture vanno lette e interpretate alla sua luce.
Ogni Scrittura, letta come gli scribi, viene pure interpretata, ma manca del riferimento alla pienezza delle Scritture: Gesù.

Interpretare a mo' degli scribi è la logica del mondo, dove anche le Scritture sacre sono lette alla maniera dell'intelligenza, dell'interesse e della modalità del mondo, senza fare riferimento al Cristo che rende presente e viva quella Parola letta.
Anche il riferirsi a Gesù, come spesso avviene anche in qualche ambito catechetico e omiletico, non è relativo al presente, al vederlo vivo, ma è semplicemente un mostrarlo nella storia, come un semplice modello, buono e bello, rispettabile, ma lontano, nel tempo, e quindi anche lontano dalla persona.

L'ascolto della Parola richiede anche oggi il riferimento non soltanto a Gesù, a quel personaggio della storia che ha portato tanto bene, ma necessita del riferimento al Cristo presente oggi nella storia, dove il passato viene ripresentato come base e confronto con il presente.
Anche noi, come gli scribi, spesso dimentichiamo questa dimensione.
RIFERIRSI A GESU' E' RIFERIRE NOI STESSI: LA FEDE E' IN CRISTO