| Omelia (21-02-1999) |
| mons. Antonio Riboldi |
|
Quaresima, un dono da non perdere Ci sono momenti in cui tutti sentiamo il bisogno di "ritirarci nel deserto", ossia uscire fuori dal chiasso di questo nostro tempo che non solo è tanto, ma che rischia di sommergerci per le sue innumerevoli, a volte compassionevoli, a volte tragiche cronache. Credo che tutti sentiamo il bisogno di questo silenzio, se non altro per capire bene chi siamo, perché viviamo, quali sono i veri interessi della vita, quale la sua bellezza, la sua verità. Come fece Gesù prima di dare inizio alla sua missione di Messia fra di noi. Lui sapeva che aveva un preciso mandato nella vita: un mandato che Gli veniva dal Padre; quello di amare tutti noi fino a dare la vita. Ma come affrontare un disegno, una volontà del Padre? Ci sono tante vie per andare alla conquista dell'uomo e il mondo le conosce bene. Non solo le conosce, ma le propone ad ogni istante: le vie del successo, del potere, dell'egoismo. Gesù nel digiuno e nel silenzio cerca di scoprire la Via di Dio tra gli uomini. Come è davvero una divina, sofferta immagine quella di Gesù, che possiamo bene pensare, raccolto in un silenzio che è come essere totalmente fuori dalla realtà terrestre, per entrare nel "pensiero" del Padre'. Un secondo di quel silenzio di Gesù, vale più di tutte le chiacchiere degli uomini che discutono da secoli a volte senza fare un passo verso la verità. Sulla strada delle scelte di Gesù, come sempre, approfittando anche della debolezza fisica forse, si presenta puntualmente satana, colui che tenta non solo di scombinare i piani di Dio, se fosse possibile, ma di suggerirne dei suoi che, apparentemente hanno gli stessi obbiettivi, ma alla fine si rivelano un suo piano ben congegnato contro Dio. Come avvenne per Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre. La volontà di Dio era di godere della creazione, ma nell'ambito meraviglioso del vivere del Suo amore. "Dell'albero del bene e del male". Dei frutti degli alberi del giardino, rispose Eva al serpente "il più astuto degli animali", noi possiamo mangiare, ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, se no "morirete". Qui venne fuori tutta l'astuzia del demonio: questo divieto di Dio dipendeva solo da una presunta gelosia di Dio, quella di vedere le sue creature diventare come Lui! Dio teme che all'uomo si aprano gli occhi! E quegli occhi, dopo aver disobbedito a Dio davvero si aprirono e si accorsero di essere nudi: cioè senza più senso e futuro. Ma quante volte satana ripete lo stesso con noi: ci imbroglia ed alla fine ci lascia 'nudi' nel cuore, nella vita: la nudità che è la sola spiegazione della nostra insoddisfazione che rende insopportabile a volte la stessa vita. Il demonio tenta con Gesù le stesse carte: "Se sei figlio di Dio, lo stuzzica, come non solo a volerne scoprire l'identità, ma a cancellarla, fa diventare pane le pietre". Come se la potenza fosse davvero il mezzo per salvare gli uomini!!! "Se sei Figlio di Dio, gettati giù dal pinnacolo, Dio manderà i suoi angeli a sorreggerti". E' secca la risposta di Gesù di fronte alla tentazione dell'esibizionismo e prestigio: "Non tentare Dio!" Ed infine la proposta più oscena ed incredibile: il demonio mostra a Gesù tutto il mondo (che era stato creato per mezzo proprio del Verbo, ossia di Gesù) e gli fece la proposta: "Tutto questo io ti darò se, prostrandoti, mi adorerai". Ossia avere tutto, ma riconoscendo satana come Dio. Incredibile. La risposta di Gesù è perentoria: "Adora il Signore tuo Dio e a lui solo rendi culto". E sappiamo come Gesù poi scelse la via della croce, ben lontano dalle vie proposte da satana. E su quella dolorosa via che nulla ha del potere o del prestigio, ma conosce la gioia della obbedienza, della totalità di donazione al Padre e quindi a noi uomini, Gesù realizza il disegno della nostra salvezza nella resurrezione. E' fin troppo evidente come il demonio ad ognuno di noi e quotidianamente ripropone l'inganno fatto ad Adamo e tentato con Gesù. E' forte la tentazione di farsi prendere dalla voglia dei soldi, del potere, del prestigio che ci svendono a satana. Se davvero siamo storditi da questo mondo, se davvero la nostra coscienza ci grida voglia di chiarezza, di verità, di. gioia, la Quaresima con il silenzio, l'ascolto della Parola del Padre, la penitenza che sia uno strapparsi di dosso ogni forma di egoismo, di attaccamento a noi stesse ed alle mute creature, per trasformarle in gesti di bontà verso chi soffre, la Quaresima è il tempo di salvezza che il Padre ci offre. E' la strada su cui ci attende forse da tanto tempo per metterci le braccia al collo e con noi fare la festa del cielo. Proviamoci! |