| Omelia (11-04-2009) |
| padre Paul Devreux |
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Oggi festeggiamo la risurrezione di Gesù, ma come facciamo a crederci? Si dice che questo avvenimento dimostra che Gesù è figlio di Dio, ma come fa una cosa che è dell'ordine della fede a dimostrare qualche cosa? La risurrezione non dimostra nulla; è lei che va dimostrata. Il Vangelo di Marco si conclude dicendo che dopo l'annuncio dell'angelo le donne scapparono per paura e non dissero niente a nessuno. Marco finisce su questo silenzio delle donne. Eppure l'angelo aveva detto: "Non abbiate paura!". Ricordiamo che spesso era stato Gesù ad ordinare ai discepoli di tacere, per paura che deformassero il suo messaggio messianico, e ora che possono e devono parlare hanno paura e tacciono. Questo silenzio è una domanda aperta a noi, perché ora siamo noi che dobbiamo rispondere. Gesù si è svelato e a noi domanda: "Chi sono io per te?", cosa posso dire di Lui? Della risurrezione di Gesù vorrei parlare con forza, ma anche con contegno. Tanti fanno fatica a credere che c'è qualche cosa dopo la morte, ma credono in Gesù, oppure pensano che un Dio o un qualche cosa che ci sfugge ci deve essere. Altri credono ciecamente, beati loro. Io sto attento a cosa dico, perché quando scopro le cose che si credono in altre religioni o sette strane, mi viene da sorridere e mi domando se non faccio sorridere anche io glia altri. Qualcuno dice che la risurrezione dimostra la divinità di Gesù, ma se non riesco a crederci non dimostra nulla; anzi è proprio la risurrezione che va dimostrata. Come si fa? Non si può, perché rientra nel ordine delle cose che chiamiamo amore, e l'amore è una cosa che si vive. Dio è amore, noi ci proviamo, ma facciamo fatica. Le discussione sulla risurrezione e la vita eterna mi lasciano sempre perplesso, ma quando penso che Dio è amore, penso che non può abbandonare nella polvere colui che ama. Credere nella risurrezione significa credere in questa scommessa, significa desiderare, amare, sognare che le cose stanno cosi. La risurrezione è la conclusione logica di una vita basata sull'amore, perché un Dio che ama l'uomo, non può amarlo solo per un certo tempo e poi dimenticarlo. Questo è un discorso di fede e di speranza che fa' chiunque ama. La risurrezione non è semplicemente la fede nell'immortalità o nella primavera; è la fede nell'amore, è la scommessa di che crede nell'amore, anche perché senza amore, una vita eterna sarebbe una morte eterna, una noia. Per me dire che Gesù è risorto è come dire: "Scommetto che è ancora vivo, scommetto che Dio è più forte della morte, scommetto che l'amore avrà l'ultima parola, che la morte non passerà, voglio che sia cosi!". Dio c'invita a creare un mondo dove l'amore e la solidarietà siano più forti dei terremoti. |