Omelia (18-01-2009)
padre Mimmo Castiglione
Gioco di sguardi!

La lampada nella (mia) notte
è ancora accesa. Mai si spegne!
Attendo e non dispero.
Ascolto, anche se non comprendo.
Mi levo, ma sbaglio direzione. Giungendo altrove.
Per poi arrivare al punto di partenza, ma da un’altra parte.

Dove abiti, Signore, dove risiedi? Chi sei? Che fai?
Tanti fallimenti son stati necessari per capirti!
Quando imparerò, mai?
In qualunque luogo io vada,
in qualsiasi posto mi rechi,
dove mi trovo, è lì che stai!

Cosa cerco, Signore? Realizzazione, soddisfazioni?
Sicurezza e salute, ricchezze e prestigio, onori?
Garanzie per il futuro? Si, proprio questo ambisco!
Ti volti e guardi, m’inviti, in me ormai ammaliato
susciti il desiderio di seguirti. Cercavo pane, acqua e luce!
Vengo a vedere, lo so già, per rimanere.

Ancora me ne ricordo,
nella memoria è impresso,
il tempo e l’ora di quando m’hai fissato.
Il nome mio cambiato. Destino nuovo.
Scordato? Mai!
Come potrei?!


Fede che nasce dall’esperienza di un incontro!
Dopo aver accolto deposizione si diventa testimoni.
Nel mezzo la ricerca: seguire, cercare, venire, vedere, dimorare!


C’è chi, una volta conosciuto Gesù,
non lascia andare a vuoto una sola delle sue parole.
E c’è chi è grato per essere stato comprato a caro prezzo,
passando sì da una schiavitù ad un’altra,
ma non più gravosa, paradossalmente libero.

Oggi si parla d’incontro con il Signore. Dopo la ricerca.
È necessario saper ascoltare. Bisogna sempre qualcuno che aiuti,
indirizzando ad interpretare! Per poi mettersi da parte e scomparire!

Lo sconosciuto Gesù va a trovare il "nazional popolare" Giovanni.
Chissà quante volte s’erano incontrati! Confrontati. Sostenuti.
Cambio di guardia per due discepoli del Battista.
Passaggio di consegne! Arriva l’Agnello di Dio!
Si cambia rotta. Anche gli ideali? Si cambia Maestro!
Delusione per Andrea e Giovanni?
- Ricominciare tutto daccapo?! - Avran pensato.
Ma poi, dopo un po’, si prosegue comunque. E ci si rinnova.
Altra vita, altra strada da percorrere, altri sentieri, altro cammino.
E quanti ricordi?! Esperienze avvenute in tutte le ore.
E delle quali non ci si può più scordare.

E Giovanni, che ascolta e comprende,
rende testimonianza favorevole su Gesù.
Lo conferma e gli indica l’immagine da assumere!
Dev’essere agnello! Espiatorio!
Come quello della pasqua antica.
Come il capretto inviato nel deserto.
Come chi s’avvia al macello senza aprir bocca.
Come gli agnelli che ogni giorno vengono sacrificati al tempio!
Proprio questo si cerca? E poi si va a vedere?

Due discepoli del Battista ascoltano, comprendono.
E lo seguono. Di spalle!
Senza ancora vederne il Volto!
Iniziativa di Dio! Che cercate?
Prima parola di Gesù. Senza pretese!
Vita od illusioni? Prima domanda a chi ricerca inquieto.
Perché c’è sequela e sequela.
Affascinati dalla voce e dallo sguardo amabile
di chi battezza con lo Spirito, il Figlio,
verificano curiosi dove il Maestro abita:
com’è la sua vita. Primo atto giusto e produttivo.
E sereni, invitati a fare esperienza rimangono.
Un boccone insieme nella tenda del Signore?
Poche parole che svelano l’Amore?
Ora discepoli! Alla sequela della Grazia e della Verità!
È l’ora decima. Sono le quattro del pomeriggio.
Tempo della pienezza!
Col Vespro inizia il giorno nuovo. Ricordo indelebile!
Stare con Lui per sempre!

Andrea, il primo chiamato, chiama per primo
chi poi sarà il capo dei chiamati, Simone, suo fratello,
che vuol dire: docile all’ascolto (di Dio).
Colui che ha potere (la grazia) di cambiare sostanza alle persone,
lo chiamerà Kêf'. Roccia, Pietro! Mutando nome: nuovo destino.

Si trova dunque risposta, e poi s’annuncia contagiando.
Tutti che si vedono. Tanti sguardi che s’incrociano.
Intensi, penetranti. E poi tanto cammino!
Molta strada per far diventare il Rabbì,
prima Messia e poi Figlio di Dio Signore!
Pare siano i discepoli che abbiano cercato.
Invece è sempre il Maestro che scegliendo li ha trovati!

PREGHIERA

Pietà Signore della mia presunzione,
per tutte quelle volte che ho creduto di sapere.
Ma al tuo passaggio non t’ho visto,
e la tua voce non ho riconosciuto.

Pietà Signore della mia distrazione,
dimentico facilmente le (mie) "quattro del pomeriggio":
tutte le volte che m’hai visitato
tutte le volte che t’ho incontrato.

Grazie Signore per tutti gli Eli
ed i Giovanni Battista e gli Andrea,
che mi hanno condotto a te,
e che mi hanno aiutato a comprendere la tua voce.

Accompagnandomi fino a pronunciarti il mio eccomi.
E poi, cresciuto e consapevole,
m’han lasciato andare,
mettendosi da parte e scomparire.

Pietà Signore per tutte le volte che t’ho mediato
facendo gli altri crescere ed io diminuire,
ma sul più bello, raggiunto lo scopo,
non ho saputo ritirarmi, per poi sparire.