Omelia (28-12-2008)
LaParrocchia.it
Il nostro Dio è apparso sulla terra e ha dimorato in mezzo a noi

La liturgia di oggi ci presenta una meditazione tutta centrata sul Cristo, che interessa in modo particolare le famiglie cristiane; ci presenta il mistero della vita di Gesù bambino con i suoi genitori.
"Da dove viene il messia?", si domandavano i contemporanei di "Gesù di Nazaret".

Ignoravano la sua nascita a Betlemme di Giuda; perciò si stupivano che si presentasse come il messia uno che veniva dalla Galilea. Matteo ripercorre quindi l'itinerario movimentato dell'infanzia di Gesù: il suo esodo come profugo in seguito alla minaccia di Erode, che costringe i suoi genitori a rifugiarsi in Egitto, dove Gesù rivive il destino del popolo eletto; e infine il ritorno nel paese d'Israele e la scelta di abitare a Nazaret. Fin dalla nascita, Gesù si trova sotto il segno della croce.

Gli episodi della presentazione di Gesù al tempio e del suo ritrovamento a Gerusalemme, durante il suo primo pellegrinaggio pasquale,
sottolineano entrambi la crescita "in sapienza e in grazia" di un bambino dedito alla propria missione fin dalla più giovane età. La sua vocazione, dolorosa e gloriosa insieme, viene annunciata da Luca: Gesù sarà "segno di contraddizione", ma anche luce per i pagani e gloria del suo popolo Israele. Nel tempio, a dodici anni, il bambino vivrà anticipatamente il proprio destino pasquale quando, perduto e ritrovato, verrà scoperto il terzo giorno nella casa del Padre.

La santa famiglia non era una famiglia senza problemi. Maria e Giuseppe hanno voluto condividere la condizione di quel figlio sconcertante, seguendolo passo per passo nella rivelazione del suo mistero. Ed è proprio per questa loro disponibilità totale che meritano tutta la nostra ammirazione.