Omelia (21-12-2008)
don Roberto Seregni
Maria di Nazareth

Indaffarati tra pacchetti e panettoni, la Parola di Dio giunge ancora al nostro cuore per ricordarci il centro di questi giorni santi che hanno cambiato il corso della storia e del mondo. A volte ci penso, mi sembra tutto così strano, assurdo... e mi convinco sempre di più che Dio è veramente grande e che la sua fantasia d’amore supera di gran lunga la nostra immaginazione. Ma ci pensate? Tutta questa festa, tutto questo movimento, tutta questa attesa... per chi? Per un bimbo che nasce come un profugo in una stalla di un paese della Giudea. Così è Dio! Fantastico! Non vi pare? Ovviamente non parlo della festa degli sprechi, dei vizi e delle superficialità, ma di quella sana, quella di chi si ferma e sa festeggiare il vero Festeggiato! Ritorneremo su questo tema per la meditazione di Natale, perché oggi dobbiamo puntare la nostra attenzione su Maria di Nazareth.
Non c’è che dire: Nazareth di Galilea è proprio il posto peggiore in cui andare a scegliere la madre del Salvatore. Secondo le nostre valutazioni, ovvio. Ma per fortuna le valutazioni di Dio non seguono quelle degli uomini. Mi stupisce e mi fa impazzire questo Dio che tra le infinite possibilità a sua disposizione per farsi presente tra di noi e rivelare il Suo volto d’amore, sceglie di farsi uomo tra gli uomini. Ma questo ancora non gli basta! La liturgia di oggi ci fa capire che non solo Dio si fa uomo, ma sceglie una posto preciso nel suo farsi uomo.
Non una città gloriosa in una regione rinomata e nota per la sua devozione, ma un paesino di poche case, mai nominato nelle Sacre Scritture, in una delle regioni considerate di "serie B" dai benpensanti del tempo.
Non la figlia di un principe o la moglie di un grande faraone, ma l’adolescente Maria.
Questo è il posto scelto da Dio, il "dove" del suo progetto d’amore: il più lontano dalle nostre aspettative, il più distante dalle nostre attese, il più scandaloso per i pii e i devoti.

Pochi giorni ci separano dal Natale. Proviamoci - almeno un po’ - a prendere distanza da quell’abisso di banalità che ci circonda e ci stordisce. Lo Spirito ci aiuti a sottrarci alle nostre tranquille sonnolenze e all’indifferenza che ci asfalta il cuore. Lasciamoci stupire e meravigliare da questo Dio che viene ad abitare in mezzo a noi!

Buona domenica
Don Roberto
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N.B. Nella rubrica "Ritagli dello Spirito" (www.oratoriotirano.wordpress.com) potete trovare nuovi e interessanti testi. Vi consiglio in modo particolare la meditazione di Benedetto XVI dal titolo "Il mistero del Natale".