Omelia (21-12-2008)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento a Lc 1,31-32

Dalla Parola del giorno
L’angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù".

Come vivere questa Parola?
Il Natale è alle porte, ma il Vangelo di oggi ci riporta al momento dell’annuncio della nascita divina: un evento che cambierà la storia. La buona notizia che i cristiani di tutto il mondo ripetono pregando l’Ave Maria.Una promessa che si è realizzata nei secoli e che continua a meravigliarci per la sua grandezza. Un Dio che si fa uomo nel grembo di una donna.
"Non temere, Maria", la premessa dell’angelo è doverosa. Il fatto di diventare madre di Dio è così inconcepibile che potrebbe sconvolgere la creatura che viene interpellata proprio per questo.
C’è solo la grazia del Signore che può rendere accettabile tale mistero, quest’alleanza d’amore unica nel tempo e nello spazio. Il seguito della comunicazione ha quasi un tono imperativo nonostante sia poi richiesto l’assenso di Maria. Da quel momento, dopo il suo sì, il corpo della Vergine si fa casa per Dio. Così Paolo potrà dire di Gesù, nella sua unica nota mariana, "nato da donna". Da quel momento, il corpo e la vita della ragazza di Nazaret si trasformano: lasciamo spazio per l’Emmanuele, il Dio con noi. La promessa fatta a Davide centinaia di anni prima si sta attuando. Ci è dato un Figlio, un Salvatore.
"Maria lo accoglie anche se per lei rimane oscuro, mette la sua esistenza nelle mani di Dio.
Il Messia, l'Atteso, l'Invocato, il Desiderato, prende carne nel suo grembo. Toccandolo, Maria avvertirà cosa vuoi dire far posto a Dio: vuoi dire sentirlo vicino, vicinissimo come quel bimbo che dentro di lei comincia a muoversi. Ed è il Figlio di Dio"( G. Bontempi).

Nella mia preghiera di oggi, ripeterò spesso:
Maranatha, vieni Signore Gesù! Vieni, non tardare! Vieni, amico dei poveri! Vieni, bambino fragile e potente! Vieni, Signore della pace!

Le parole di uno scrittore/poeta
(Gli angeli) lasciano parole che portano semi, trasformano un corpo di donna in zolla di terra... Mentre accadeva (l’annuncio) guardavo in basso, la veste fino ai piedi. Sotto, il mio corpo chiuso era calmo come un campo di neve. Mentre parlava io diventavo madre... Portava parole e semi, a me ne bastava uno.
Erri De Luca