| Omelia (14-12-2008) |
| don Giovanni Berti |
|
Vangelo e diritti umani Clicca qui per la vignetta della settimana. Il 10 dicembre si è celebrato il 60esimo anniversario della firma della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo. Se ne è parlato molto sui media, ma mi domando quanto questo anniversario abbia colpito e interessato tutti noi. Spero davvero che in tutte le scuole (luogo fondamentale per la formazione dei ragazzi e giovani... la generazione che costruisce il futuro dell’umanità) se ne sia parlato e discusso a fondo non solo per "celebrare" qualcosa di storico ma distante come la "scoperta dell’America", ma per rimettere al centro l’attenzione per l’uomo, per ogni uomo, con i suoi diritti troppo spesso calpestati e dimenticati. Cosa c’entra la Dichiarazione Universale dei diritti umani con il Vangelo? Non dobbiamo dimenticare che al centro del Vangelo c’è proprio l’uomo Gesù, che attraverso la sua umanità ci ha fatto riscoprire il vero volto di Dio: un Dio non lontano e indifferente verso i drammi dell’uomo, ma un Dio che è capace di scendere dall’alto dei cieli per toccare fisicamente il cieco, lo storpio, il peccatore, la prostituta... Questo è stato l’uomo Gesù. Ho voluto rileggere questo importante documento promulgato il 10 dicembre di 60 anni fa. E’ vero, non si parla di Dio, di Gesù Cristo, di sacramenti e di preghiera, ma dietro la continua insistenza sui diritti dell’uomo ho visto quello che Gesù ha predicato e testimoniato e per il quale ha dato la sua vita. Il passo del Vangelo di questa domenica che ci parla ancora una volta di Giovanni il Battista è preso dal Prologo del Vangelo di Giovanni. Il Prologo è costituito dai primi versetti con i quali l’evangelista introduce solennemente la storia di Gesù indicando il senso profondo della narrazione. Gesù è il Verbo di Dio fatto carne e che è venuto ad abitare in mezzo agli uomini: Dio si è fatto carne, si è fatto storia concreta, in un luogo reale e non in un mondo di idee e vani ragionamenti. Dove c’è una vita concreta e reale di un uomo, lì trovo Dio. Non posso quindi professarmi credente nel Dio che Gesù ha predicato se non sono altrettanto credente nell’uomo. Non posso dire che mi affido al Padre che è nei cieli se non sento ogni uomo e donna come mio fratello e sorella. Dove c’è un essere umano che nel mondo è privato, anche minimamente, del suo diritto alla vita, alla dignità, alla libertà ed è invece discriminato, trattato ingiustamente, escluso dalle risorse materiali e culturali che gli permettano di crescere, proprio lì è rinnegato ed emarginato Dio stesso. La via di Dio è proprio l’uomo. E’ questo ciò che mi insegna il Vangelo. Clicca qui per lasciare un commento. |