Omelia (28-12-2008)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)
Commento Luca 2,22-40 (forma breve Luca 2,22.39-40)

La tipologia di Famiglia rappresentata dalla "Sacra Famiglia" di certo all’apparenza non corrisponde alla famiglia della situazione attuale date le caratteristiche dei personaggi: Gesù, un Dio incarnato Uomo – Maria, una Donna "vergine" dal peccato – Giuseppe, un Uomo "padre putativo". Eppure in siffatta singolarità sta l’uguaglianza della famiglia di ieri, oggi e domani: l’essere famiglia al di là di ogni schema convenzionale pur nel rispetto delle norme e prescrizioni socio/morali/religiose.
Oggi, in una situazione che del relativismo se ne fa un concetto assoluto, la Sacra Famiglia diventa ed è "modello" per le famiglie. Un modello talmente semplice, lineare che stride con il modello sempre più diffuso di famiglia "allargata" o di famiglia non famiglia dettata dalla "convivenza".
Dove sta il comune denominatore tra la Sacra Famiglia e quella che dovrebbe essere la Famiglia oggi? Semplicemente nella capacità di "credere, amare, rispettare" la famiglia per ciò che rappresenta nella società: la pietra angolare che rende solido l’edificio chiamata umanità.
Il testo di Siracide è una via maestra per vivere, rispettare e sostenere la famiglia nelle difficoltà.
E come non poter avere sempre davanti le indicazioni paoline nei rapporti socio-familiari quando richiama alla compassione, all’accettazione vicendevole, al rispetto tra marito-moglie, all’aiutare i figli... una lettera ai Colossesi veramente educativa.
E che dire del Vangelo lucano? Altro superbo esempio di come la famiglia, la Sacra Famiglia si abbandoni a Dio rispettosa delle leggi e norme morali/religiose che fanno da cornice vincolante alla sua esistenza come a quella delle famiglie del suo tempo e del nostro tempo.
Il Vangelo della Sacra Famiglia mette in evidenza come Maria, Giuseppe e Gesù mostrano fedeltà ed obbedienza alla legge del Signore.
Il gesto che i genitori compiono nel "presentare" il loro Primogenito al tempio non è un gesto simbolico, ma esprime un’idea chiara: il bambino appartiene a Dio. Questo esprime un principio di sacralità della vita sul quale ogni cristiano deve riflettere: «un figlio è dono» e perciò nessuno ha il diritto ad avere un bambino a qualunque costo ed in qualunque modo. Si ha il diritto ad avere le cose mai ad avere qualcuno. Siamo abituati a pensare che la famiglia nasce per nostra volontà e non riflettiamo mai sul fatto che essa nasce come "progetto di Dio" su noi. Per comprendere ciò, dovremmo riscoprire il valore dello Spirito Santo, come mezzo che aiuta a aderire al piano di Dio. Se vogliamo conoscere la volontà di Dio, non possiamo non ricorrere allo Spirito, è Lui che ci introduce ai segreti di DIO e lo Spirito abita in noi. Altro aspetto di questa festa, vissuto dalla Sacra Famiglia è: la povertà. Dovremmo imparare a dare alle cose il giusto valore e a non farci abbagliare da falsi traguardi, la famiglia è un valore inestimabile in sé e non possiamo trascurarla. Come famiglie nasciamo dalla Sua volontà, impariamo quindi a "Confidare in Lui", mettendo le nostre paure e debolezze nelle nostre preghiere. La preghiera, pratica poco usata nelle nostre famiglie e da riscoprire, è il continuo legame a Dio.

Domande:
- Ogni giorno sono chiamato a vivere la "familiarità umana" con tutte le difficoltà socio-morali interne ed esterne. Mi impegno periodicamente a fare una "revisione di vita" con la mia famiglia per essere sempre più famiglia nella quotidiano?
- Come marito e/o moglie ho la capacità di aprirmi al dialogo con i figli cercando di "ascoltarli" e condividere così le loro gioie ed aspettative?
- Come coppia e famiglia mi impegno concretamente verso le altre realtà familiari del territorio in difficoltà per realizzare la grande famiglia cristiana nella Chiesa di Dio?