| Omelia (02-03-2008) |
| don Ezio Stermieri |
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Forza di perdono. l cammino quaresimale di conversione raggiunge qui e adesso il suo vertice perché l’ascolto si fa "sacramento" e la Parola trasmette la Grazia, la forza, lo spirito, il fatto che racconta. E quanto è detto: "Svegliati tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà", non è appello generico, diventa davvero forza di risveglio che radicalmente cambia orientamento alla vita: dalla sensazione della morte inevitabile alla "salvezza", aver salva la vita e, subito dopo, impedisce quel ripiegamento, addormentarsi sulla propria istintività, sul proprio peccato: perdere la forza di risorgere, ricominciare, arrendersi, addormentarsi su quanto "tutti" pensano, dicono, fanno, omettono. Si apre immediatamente lo scenario di un nuovo "senso" della vita: "non partecipate alle opere delle tenebre, che sono tutte quelle cose che non portano frutto. Quanto tempo perso! Quanta circospezione nel fare del bene! Quante cose senza un fine buono, uno scopo, senza anima, senza qualità. Di più. Emerge, dice l’Apostolo, il coraggio di condannare apertamente quanto umilia la dignità umana, quanto frustra il suo bisogno di verità, di giustizia, di sicurezza, quanto è venduto come liberazione o libertà e ben presto precipita in nuova schiavitù, delusione, rimorso, disperazione, solitudine. Il coraggio di denunciare, confessare il proprio peccato o, insieme, i peccati di tutta la comunità immediatamente illumina la strada da seguire, il bene da perseguire, quanto S. Paolo indica come "ogni bontà, giustizia e verità". Non illudiamoci che questo sia possibile da soli. Ben presto diremo "buono" il nostro modo di pensare, agire, parlare e "cattivo" quell’altrui senza discernimento oggettivo; ben presto riterremo giusto e vero il nostro comportamento e sbagliato quello che si discosta dalla nostra mentalità se, come in ogni sacramento, non incontriamo Gesù Cristo, se non è per noi la parola di Gesù, al termine della ricerca di che cosa dobbiamo evitare e fare: "Lo hai visto: è colui che parla con te". È Lui che ci restituisce la capacità di vedere, il bene della nostra vita e la Grazia per raggiungerlo. È Lui che ci convince come comunità cristiana a non avere la presunzione di vedere quanto dovremmo essere e fare, lasciarci sradicare questo peccato per ritornare ad essere il segno che l’uomo non è sotto la forza del male, del passato... Ma capace incontrando Cristo di ricevere la forza di crescere fino alla sua statura. È Lui (fino a che punto rivela la misericordia di Dio!) che anziché rimproverarci delle occasioni perse, dei peccati commessi, degli sbagli volontari, delle resistenze al suo Amore... ne fa occasione perché sperimentiamo quanto il suo fuoco bruci, riscaldi, vivifichi, sia più forte dei nostri "no", delle nostre cecità, delle nostre razionalizzazioni lontani da Lui e dal suo Vangelo. L’incontro di Davide con lo Spirito, la forza del Signore, che non lo lascerà più perfino nei momenti di debolezza e di peccato è paradigma di questo nostro incontro con il Signore che ci ha scelti per fare di Lui il "criterio", il giudizio, la misura, l’orizzonte della nostra vita e per fare di noi il suo popolo, quello che sa riconoscere la strada dell’Esodo verso la terra e la libertà e anche se con fatica vi cammina con gioia. La gioia del Signore è la nostra forza, forza di perdono. |