Omelia (24-02-2008)
don Ezio Stermieri
Venite a vedere!

Andavo pensando che la cultura di oggi, una cultura vecchia fatta di stereotipi ottocenteschi, tutta polemica e controversista per raggiungere un potere che non sa amministrare per un bene comune, incapace di dare un ethos al suo progresso, tutta proiettata in una scienza che dichiara "neutra" ipocritamente perché non è neutro chi la sponsorizza... ha la caratteristica pericolosa dei vecchi: non ha più sete! Non va più al pozzo della sua cultura, non si pone più le domande fondamentali, non interpella più chi porta con sé risposte che non esasperano la sete; quella sete che è la salvezza per l’uomo: per superare il deserto con i suoi miraggi, con i suoi dissetanti che intossicano perfino la religione e l’amore come per la donna al Vangelo. Conversione è ritornare al "pozzo" dove veniamo a sapere che vi giunge anche per questa chiesa vecchia che siamo noi e questa cultura che si è stufata di cercare e sperare e affoga nell’acqua inquinata. È lì che "giunge" Gesù, al pozzo di Giacobbe, quello ha dissetato tutto un popolo in cammino verso la salvezza, il popolo della speranza. Lì la nostra sete intellettuale, affettiva, religiosa, esistenziale incontra la sete di Dio: Colui che, solo, può essere risposta al nostro essere domanda e può darci un’acqua che toglie la sete di eternità, del "per sempre" da mettere nella nostra precarietà, ha "sete", vuole aver sete di quella libertà che ci aveva dato per avere un interlocutore intelligente come vertice della creazione ed un "collaboratore" per dare un orientamento spirituale, divino, sapienziale a tutta la creazione: alla scienza, all’arte, alla religione e ha avuto come risposta il tentativo non ancora esauritola parte dell’umanità di una autonomia assoluta da Dio. "Va’ a chiamare tuo marito". Quanti amori ingannevoli hanno sostituito lo "sposo" che ora è lì al pozzo, e qui, è lui che ci ha attratti al "pozzo" della sua parola: "Sono io che ti parlo". Convertirsi per aver salva la vita e dissetare le tante seti l’attraversano per farci andare "oltre" è convertirsi: ritornare a dialogare, ascoltare, entusiasmarsi di Cristo. La domanda a cui tanti anche oggi non riescono a dare risposta: "Il Signore è in mezzo a noi, sì o no?" Ha una risposta: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto la verità", un uomo, il Cristo, che misura la sete dell’uomo sulla verità che è Dio: amore, fedeltà, sapienza, felicità, speranza. Di più! Dice l’apostolo che questo amore, lo Spirito di Cristo "è stato riversato nei nostri cuori". È dentro di noi. Con la sua morte, il suo spirito "sparso" è in ogni uomo per guidarlo oltre il deserto, al pozzo della interiorità che se perseguitato conduce all’incontro personale con Dio. Benedetta la "sete" se ancora risveglia in noi la sete di Dio, di vedere il suo volto per dire a tutti: venite a vedere!