| Omelia (07-12-2008) |
| don Giovanni Berti |
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Il sorriso e il dito Clicca qui per la vignetta della settimana. È Giovanni il Battista la figura biblica che domina in questa seconda domenica dell’Avvento e ci accompagna verso il Natale. L’evangelista Marco ce lo presenta nel suo aspetto esteriore che per noi oggi risulta piuttosto originale: se infatti chiedete a qualcuno da cosa è colpito dal Vangelo di questa domenica molto probabilmente vi risponderà che Giovanni vestiva con peli di cammello e mangiava cavallette...bleah! L’aspetto principale di Giovanni non è certo il suo look e la sua dieta da profeta, ma la sua vocazione, cioè il perché della sua presenza nella storia di Gesù. Giovanni è il "preparatore" che ha il compito di preparare in chi lo incontra il terreno spirituale per qualcuno che è più importante di lui e che ha una missione e un messaggio ben più importanti. Di Giovanni il Battista esistono tante raffigurazioni pittoriche e scultoree e ultimamente anche nel cinema. In tutte le queste Giovanni è subito identificabile proprio dal suo aspetto esteriore e dall’ambientazione: il fiume dove battezza e il vestito di peli di cammello e la cintura di pelle. C’è una delle raffigurazioni che mi ha sempre colpito più delle altre: il San Giovanni Battista di Leonardo conservato al Louvre di Parigi. Leonardo dipinge questo quadro negli ultimi anni della sua vita, attorno al 1514. In questo dipinto il Battista è rappresentato in modo totalmente originale: non è il solito piccolo bambino con la croce accanto a Gesù bambino e nemmeno il vecchio austero e severo che predica nel deserto. Il famoso vestito di peli di cammello quasi non si vede e anche lo sfondo è talmente scuro che il deserto e il fiume non si vedono. Da questo sfondo oscuro emerge un giovane con un sorriso appena accennato come quello della Gioconda, e con una mano con l’indice puntato in alto. Guardando il quadro non si sa bene quale sia il protagonista: il volto del giovane Battista o la sua mano. Il dito che punta in modo così sicuro e diritto verso l’alto stimola realmente la curiosità a guardare oltre il quadro e la cornice che lo delimita. A mio parere questa è davvero la migliore rappresentazione del Battista, quella che meglio sintetizza chi è questo precursore di Gesù e che cosa può insegnare a noi oggi. Per meglio comprendere questa figura così come ce la narra la Scrittura bisogna non tralasciare il contesto nel quale l’evangelista la inserisce. Le prime parole del brano sono fondamentali: "Inizio del VANGELO di Gesù Cristo...". Clicca qui per lasciare un commento. |