Omelia (07-12-2008)
don Marco Pratesi
Ecco il Consolatore

La prima lettura è costituita dall'inizio di quella parte del libro di Isaia che, ancora durante l'esilio in Babilonia, annunzia al popolo la prossima liberazione e il ritorno in patria. La schiavitù di Israele è finita, Dio sta preparando una strada attraverso regioni inospitali per riportare gli esuli in patria. Dio stesso sarà pastore e guida premurosa del suo popolo. Tutto questo sarà una chiara manifestazione della "gloria del Signore", e "ogni carne insieme", ogni uomo ugualmente, completamente (CEI: "tutti gli uomini insieme") la vedrà. Gli eventi della storia di Israele nei quali si manifesta la gloria del Signore, sono quelli nei quali egli si mostra liberatore potente: ne è prototipo il passaggio del Mar Rosso. Ecco, dice il profeta, siamo di fronte a un nuovo esodo.
Tutti e quattro gli evangelisti citano il v. 3 a proposito del ministero di Giovanni il Battista (Mt 3,3; Mc 1,3; Lc 3,4; Gv 1,23), nel quale la chiesa apostolica vede compatta la voce che invita a preparare le vie al Signore Gesù che viene. È quindi naturale che la liturgia ci proponga questo testo nel tempo di avvento. Nella parola, nei gesti, nella persona di Gesù, Dio stesso si fa presente come consolatore del suo popolo, pastore che riunisce e pasce il suo gregge; egli inaugura il Regno di Dio nella storia e chiede a ciascuno il coraggio e la fiducia di intraprendere un nuovo esodo.

I commenti di don Marco sono pubblicati dal Centro Editoriale Dehoniano - EDB nel libro Stabile come il cielo.