| Omelia (23-11-2008) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento a Mt 25,37-40 Dalla Parola del giorno I giusti diranno: "Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?" Rispondendo, il re dirà loro: "In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me." Come vivere questa Parola? Non ora ma alla fine dei tempi la regalità di Gesù si rivelerà in una pienezza che sarà gloria di Dio e totale appagamento per ciascuno di noi. Però questo nostro essere finalmente appagati, questo ricevere noi stessi "il regno preparato fin dalla creazione del mondo" è legato a una condizione: che il Regno noi lo viviamo nella fede operando la carità, qui e ora. Ecco il punto: vivere il Regno nella fede operando carità significa credere vitalmente che il Re (sì, il Signore Gesù!) è già in mezzo a noi, ma in incognito. La bellezza, direi il fascino dell’avventura cristiana sta proprio qui: il Signore dell’universo, Colui per il quale tutto è stato fatto e senza del quale nulla esiste, ha voluto assimilarsi ai più piccoli, ai più deboli e poveri dei suoi fratelli. A tal punto che ha preso le loro sembianze e ha detto chiaramente che quello che facciamo a loro favore è a Lui che, in sostanza, lo facciamo. Oggi, nella mia pausa contemplativa, mi lascio afferrare dal clima di questa bellissima festa del Sovrano dell’universo che chiude l’anno liturgico. Mi lascio afferrare in cuore dal fascino di questo Re che "ha talmente amato il mondo" non solo da dare la vita ma da dichiararsi una sola cosa coi più poveri, soli, piccoli, bisognosi di comprensione, d’affetto, d’aiuto che io conosco e che sono forse anche in casa, in comunità con me. Signore, rendimi capace di una fede che operi amore nella concretezza dei miei rapporti con te, o mio Re nascosto nel cuore e nella vita dei miei fratelli e delle mie sorelle, qui accanto con me. La voce di un grande mistico Alla fine della vita saremo giudicati sull’AMORE. S. Giovanni della Croce |