| Omelia (19-10-2008) |
| don Giovanni Berti |
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Un po' a Cesare, ma molto di più a Dio Clicca qui per la vignetta della settimana. Gesù è messo alla prova con una questione economica: è lecito pagare le tasse alla potenza straniera che occupa il territorio dei Giudei. Quello che mi colpisce di questo passo del Vangelo è che Gesù è messo alla prova su una questione di soldi e di potere, come se il problema del Regno di Dio si risolvesse con le tasse e con il potere politico. In questi giorni gli occhi di tutto il mondo sono fissi sulle Borse di New York, di Tokio e delle capitali economiche dell’Europa. Sembra che dipenda proprio da li la salvezza o la fine del mondo. Sembra che nel Down Jones, nel Nasdaq, nel Mibtel e nel Nikkei si trovino i parametri per capire se abbiamo o no futuro, a livello mondiale, nazionale e personale. Gesù in risposta alla provocazione sul pagamento delle tasse tira fuori la sua famosa sentenza "rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio", che può aiutarci a ritrovare il giusto equilibrio nelle nostre preoccupazioni. Oggi potremmo dire che siamo fin troppo concentrati su quello che riguarda Cesare mentre quello che riguarda Dio sembra preoccuparci molto molto meno. Mi accorgo come anch’io tiro un sospiro di sollievo quando sento che sale l’indice delle borse perché capisco che l’economia mondiale forse migliora, oppure mi viene ansia quando fanno vedere gli indici in rosso e parlano di un crollo peggiore di quello del 1929. Son più sollevato quando mi dicono che in questi giorni è calato il prezzo del petrolio e mi sento meno povero se leggo sui giornali che l’inflazione scende. Al contrario mi cresce l’ansia quando l’inflazione aumenta e nei nostri discorsi, in casa o tra amici, ci si lamenta continuamente che tutto aumenta e che siamo più poveri. Tutto questo è "di Cesare" e credo che sia giusto preoccuparcene. Ma non possiamo dimenticare quello che è "di Dio"! Sui nostri giornali e telegiornali si parla dell’aumento del petrolio, ma non si parla quasi mai dell’aumento della povertà di tanti popoli della terra. La nostra attenzione è concentrata sugli indici delle borse mondiali, ma non poniamo la giusta attenzione agli indici di ingiustizie sociali che sconvolgono molti anche attorno a noi. Pensiamo che le centinaia di miliardi di dollari dati alle banche salvino il mondo e non ci accorgiamo che nemmeno un millesimo è dato per la salvezza di intere nazioni povere e sole. Non voglio però fermarmi ad un facile grido di accusa. Clicca qui per lasciare un commento. |