| Omelia (12-10-2008) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Dalla Parola del giorno Tutto posso in colui che mi dà la forza. Come vivere questa Parola? Un alito di serena speranza percorre il testo paolino propostoci dalla liturgia odierna. Le difficoltà, il negativo non sono ignorati, ma non bloccano l’impegno dell’apostolo come non devono bloccare quello del cristiano di ieri e di oggi. Paolo è ben consapevole dei propri limiti. In altre occasioni vi fa aperto riferimento, dichiarando di aver supplicato il Signore perché lo liberasse da essi, ma di essere poi approdato alla gioiosa certezza che "quando sono debole è allora che sono forte" perché non poggio più su me stesso ma su Dio. Un’espressione analoga a quella che ritroviamo oggi: "tutto posso in Colui che mi dà forza". È questa certezza che permette all’apostolo di affrontare le opposizioni e le prove legate all’annuncio, senza lasciarsi sopraffare e bloccare. In una società neopaganeggiante, torna quanto mai opportuno il richiamo a questa verità. Il cristiano ha un compito profetico da assolvere, una missione che lo impegna a richiamare con la vita e con la parola, ai valori perenni, soprattutto quando vengono calpestati. Andare contro corrente è un dovere che può costare caro, fino a richiedere la testimonianza estrema del martirio. Ma nel battesimo non ci è stato dato uno "Spirito di timidezza": siamo stati rivestiti della forza di Dio-Amore e sappiamo di poter sempre contare su di Lui. Non possiamo sottrarci alla sua voce che continua a mandare per i "crocicchi delle strade", là dove l’uomo contemporaneo si trascina stanco deluso stordito, mentre la mensa della gioia è imbandita e la sala penosamente vuota. Oggi, nel mio rientro al cuore, riassumerò l’impegno che mi viene dal battesimo, di essere là dove vivo il servo di Dio che annuncia la gioia di una casa paterna dove siamo attesi. Parlare di banchetto di mensa è per noi cristiani una consuetudine. Vi partecipiamo ogni domenica. Ma non sempre i nostri volti e le nostre parole riflettono la gioia, così da diventare un invito per chi non crede. Perdonaci, Signore, e rendici convinti testimoni del tuo amore di Padre. La voce di una santa di oggi Io sono una matita nelle mani di Dio, soltanto uno strumento... ma nelle mani di Dio, un piccolo filo dove passa la corrente di Dio, solo di Dio! Noi cerchiamo solo di fare in modo che Cristo faccia passare la sua luce e la sua vita in noi e, per mezzo nostro, nel mon do della miseria. Madre Teresa di Calcutta |