Omelia (05-10-2008)
LaParrocchia.it
Il nuovo popolo farà fruttificare la vigna

La parabola dei vignaioli omicidi descrive un momento di crisi radicale nella vita del messia e nell'evoluzione della storia della salvezza. Dopo aver parlato instancabilmente attraverso i profeti ai responsabili della vigna di Israele, da ultimo Dio manda loro il suo figlio. Con l'autorità che lui solo possiede, Gesù annuncia l'approssimarsi della vendemmia degli ultimi tempi. Bisogna che la terra dia
il suo frutto, che il popolo di Dio accolga il messia!

Ma i figli non sono migliori dei padri. Come quelli hanno rifiutato i giusti e i profeti, così gli scribi e i farisei si preparano ad assassinare l'erede della vigna tanto cara al cuore di Dio. Per causa loro, il popolo della promessa rischia di perdere il privilegio dell'elezione, rompendo l'alleanza attraverso cui doveva compiersi il disegno di Dio.

È evidente che Gesù annuncia la propria morte. È venuto nel mondo, e i suoi non l'hanno accolto: l'hanno rifiutato, e finiranno per crocifiggerlo fuori dalle mura della città. La parabola termina con una minaccia, anch'essa profetica: la chiesa del risorto rileverà presto la missione un tempo affidata ad Israele.

Matteo esprime la convinzione che questo nuovo popolo farà fruttificare la vigna.
Bisogna però che i nuovi vignaioli non deludano a loro volta il Signore, che continua a richiedere i frutti. Non dobbiamo mai dimenticare che la chiesa è stata costruita sulla pietra scartata dai costruttori: fondata da un escluso e sulla sua esclusione, essa deve aprirsi, come ha fatto il suo maestro, a coloro che il mondo bandisce e mette da parte, facendo essa pure delle scelte che forse dovrà pagare con una morte fuori dalle mura. Altrimenti, Dio potrebbe ancora suscitare da queste pietre altri figli ad Abramo.