Omelia (05-10-2008)
padre Paul Devreux


Questo vangelo è una sintesi della storia della salvezza. I servi rifiutati sono i profeti dell’antico testamento; il Figlio è Gesù, i vignaioli il popolo ebreo.

La conclusione molto dura dice: £Il Regno dei Cieli vi sarà tolto per essere dato ad un popolo che ne produca i frutti". Ciò che viene rimproverato al popolo ebreo non è di non aver riconosciuto Gesù ma il fatto di aver fatto della religione e del culto una proprietà privata, disponibile solo per un gruppo ristretto di gente che pensa di avere diritto alla salvezza per motivi di casta, mentre Gesù rivela un Dio che ama tutti gli uomini e una salvezza aperta a tutti. Da ciò deriva anche il rifiuto di Gesù e della sua proposta di fratellanza universale.

E’ probabile che Gesù racconti questa parabola pensando al testo di Isaia che abbiamo letto come prima lettura, dove emerge che il frutto desiderato è un mondo più giusto, dove ci sia chi tutela il diritto del povero. Questo è il desiderio di Dio.

Vediamo un Dio che ama la sua vigna e la cura con il massimo delle attenzioni, per cui spera di trovare un popolo che abbia la sua stessa passione e attenzione per la sua vigna, non tramite preghiere e sacrifici, ma praticando la giustizia e l’attenzione al povero.

Oggi cristiano è colui che scopre con entusiasmo Gesù e la sua rivelazione dell’amore di Dio. Il segno che questa scoperta c’è stata e il desiderio di darsi da fare per tutelare il diritto e la giustizia.

Signore, aiutaci ad essere operatori di pace e di giustizia.