| Omelia (21-09-2008) |
| don Giovanni Berti |
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Il padrone matto Clicca qui per la vignetta della settimana. In questo clima di quasi recessione economica, dove il problema di trovare e mantenere un lavoro è sempre più difficile, dove le paghe non stanno al passo con l’aumento dei prezzi, dove si moltiplicano i conflitti sociali legati al lavoro perché molte aziende, anche di grosse dimensioni e apparentemente solide, falliscono e mettono sulla strada una parte o tutti i lavoratori... in questo clima attuale ascoltiamo la parabola di Gesù. E, come sempre, non possiamo lasciare fuori la vita di oggi quando ascoltiamo le parole antiche della Scrittura. Gesù parla di un padrone che, secondo lo stile del suo tempo, chiama a lavorare a giornata dei lavoratori. Cosa ne pensiamo di questo padrone? Proviamo a metterci nei panni dei lavoratori della prima ora e poi in quelli dell’ultima ora. Hanno proprio tutti i torti a lamentarsi quelli della prima ora che ricevono la stessa paga di quelli venuti a lavorare un’ora soltanto? E dove sta la giustizia salariale e il riconoscimento della propria produttività? Che cosa penseremmo noi di questo padrone che decide di dare a tutti la stessa paga? Forse non lo riterremo ingiusto, ma sicuramente lo riterremmo matto. E ci verrebbe da pensare che è bene non lavorare con un tipo che usa così male i suoi soldi; rischiamo infatti di lavorare per una azienda destinata al fallimento. Se ci immedesimiamo con i lavoratori dell’ultima ora sicuramente pensiamo che questo padrone è si buono, ma anche un po’ matto, perché sembra avere più in mente la beneficenza che la sua azienda. Ma forse dovremmo immedesimarci nel padrone. Io credo che sia li dove Gesù vuole portarci. Il Regno di Dio, cioè il mondo che Dio ha in mente di realizzare con noi, non è pensato sul modello dell’azienda perfetta che ha come obiettivo il maggior guadagno con la minima spesa. Clicca qui per lasciare un commento |